Olio d’oliva: la Spagna ci fa neri
I segnali di forte crescita iberici sono un campanello d’allarme per la produzione italiana che arranca
In Spagna, è prevista una produzione di 1.602.596 tonnellate di olio d'oliva per la stagione 2026/2027, il 23% in più rispetto alla stagione precedente. A riferirlo è il ministero iberico dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione, citando dati raccolti dalle comunità autonome.
Le condizioni meteorologiche della scorsa primavera nelle principali zone olivicole, con temperature miti e abbondanti precipitazioni, hanno favorito una buona fioritura e allegagione, contribuendo a questa elevata previsione produttiva, che renderebbe la stagione in corso la quarta più ricca di sempre.
Inoltre, le scorte iniziali per la stagione hanno raggiunto le 357.040 tonnellate, il 23,3% in più rispetto alla stagione precedente, secondo il Sistema Informativo del Mercato dell'Olio d'Oliva (Simo), che raccoglie dati dagli operatori e i cui dati sono stati pubblicati dal ministero il 28 ottobre.
Sulla base di questi dati, secondo il ministero, “risultano soddisfatti i criteri tecnici stabiliti nel regolamento di commercializzazione per l'attivazione del meccanismo di ritiro del prodotto, poiché la somma della quota di produzione della nuova campagna e delle scorte residue della campagna precedente raggiunge il 120% della produzione media di olio d'oliva delle sei campagne precedenti”.
Ogni frantoio applicherà l'obbligo di ritiro del 12% alla propria produzione mensile cumulativa di olio d'oliva, indipendentemente dalla categoria. I frantoi avranno piena libertà di scegliere la categoria di olio d'oliva che preferiscono ritirare dal mercato e potranno stoccarlo in propri impianti o in quelli di terzi.
I dati spagnoli rappresentano un campanello d’allarme per il comparto italiano che, come rilevato già un mese fa (leggi notizia EFA News), è reduce dall’ennesimo verticale crollo delle quotazioni (-47%), mentre proprio dalla penisola iberica arrivavano previsioni di un raccolto addirittura superiori (+29%) a quelle oggi diffuse.
EFA News - European Food Agency