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Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

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Piero Pini agli arresti in Ungheria

L'azienda italiana del Gruppo che ha rilevato la maggioranza di Ferrarini non è coinvolta

Piero Pini, della famiglia che controlla l'omonimo gruppo valtellinese leader nelle bresaole e nella lavorazione delle carni suine, è agli arresti da varie settimane in Ungheria. La notizia è emersa dai media italiani solo da pochi giorni ed è relativa a indagini fiscali riguardanti la controllata magiara Hungary Meat Kft. Questa società però non ha nessun legame societario con le aziende italiane del gruppo. Inoltre la vicenda non avrà nessun impatto nell'operazione di salvataggio di Ferrarini.

La società ha infatti precisato che "si confida che la giustizia ungherese, a seguito delle opportune verifiche, tuttora in corso, accerterà l’assoluta correttezza dell’operato della società ungherese e del sig. Piero Pini. Allo stato, Hungary Meat Kft e il sig. Piero Pini, supportate da consulenti di primario standing, stanno dando corso a tutte le attività funzionali a tale scopo. In ogni caso, i suddetti rilievi fiscali (ancora soggetti a verifiche e comunque di importo molto limitato) non pregiudicano in alcun modo l’attività di Hungary Meat Kft, che opera in piena continuità, occupando oltre 600 dipendenti e sviluppando un fatturato annuo di 340 milioni di euro, con significativi risultati economici".

In Italia il Gruppo Pini opera nel settore della macellazione di suini attraverso due società controllate da Pini Holding Srl: Pini Italia Srl con sede in Castelverde (Cremona) e Ghinzelli Srl con sede in Viadana (Mantova), costituite nel 2013 per acquisire l’azienda di Bertana Spa e quella di Industria Macellazione Marino Ghinzelli Spa. Tali aziende, che all’epoca dell’acquisizione erano in stato di crisi, sono state rilanciate dal Gruppo Pini e realizzano oggi complessivamente un fatturato annuo di euro 500 milioni circa e che si avvalgano di una forza lavora complessivamente di 700 unità, con un ricorso all’indebitamento finanziario limitato ed importanti investimenti in corso. Queste società sono interamente detenute da Pini Holding Srl la quale è interamente controllata dal figlio di Piero, Roberto Pini quale socio unico. 

il comunicato dell'azienda spiega che queste "società, attive nel settore della macellazione e di comprovata solidità finanziaria, non hanno alcun collegamento societario né comunanza di esponenti aziendali con la società ungherese Hungary Meat Kft, oggetto di recenti rilievi fiscali, ancora soggetti a verifiche ed accertamenti.  Tali rilievi fiscali non hanno evidentemente alcun impatto sulle attività italiane nel settore delle bresaole facenti capo a Bresaole Pini Srl, che occupa attualmente oltre 100 dipendenti e realizza un fatturato, in costante crescita nel corso degli anni, pari a 85 milioni di euro con risultati economici molto positivi". 

Inoltre si ricorda che "Pini Holding Srl è anche titolare dell’intero capitale sociale di Litera Meat Sl, società spagnola che sta realizzando un rilevante investimento in Spagna mediante la costruzione, ormai ultimata, di un nuovo stabilimento (di dimensione pari a circa 70mila mq, con capacità produttiva di 160mila suini a settimana) destinato a divenire uno tra i più grandi impianti europei per la lavorazione di carne suina.

Nessuno stop per l'operazione di salvataggio di Ferrarini. “Pini Italia Srl”, dichiara l’amministratore Roberto Pini, “si è impegnata a realizzare l’investimento in Ferrarini Spa: un investimento assolutamente strategico e di lungo periodo che oltre a garantire continuità occupazionale senza nessuna delocalizzazione produttiva, fa nascere un progetto di filiera unico nel settore che permetterà di affrontare i mercati globali e consentirà alla Ferrarini di poter crescere grazie ad un investitore strategico con la capacità di supportare la produzione degli oltre 900mila prosciutti stagionati nello stabilimento di Lesignano dè Bagni (Pr) e degli oltre 1,5 milioni di prosciutti cotti prodotti all’anno. Un investimento che consentirà a Pini Italia di poter integrare tutte le fasi del processo produttivo. Grazie ai rapporti commerciali con l’estero confidiamo di poter dare un nuovo importante impulso allo sviluppo del marchio Ferrarini sia sotto un punto di vista industriale che commerciale.” 

agu - 7150

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