Barilla presenta la “Carta del Mulino”
Il nuovo disciplinare di agricoltura sostenibile parte con il biscotto Buongrano
Mulino Bianco rafforza l’impegno in sostenibilità e lo fa partendo dal suo ingrediente primario: la farina di grano tenero.
Mulino Bianco rafforza l’impegno in sostenibilità e lo fa partendo dal suo ingrediente primario: la farina di grano tenero. Il brand - che fa parte del Gruppo Barilla ed è il leader di mercato dei prodotti da forno - ha presentato oggi, giovedì 4 aprile, nello stabilimento di Castiglione delle Stiviere, la “Carta del Mulino”. Si tratta di un innovativo disciplinare di agricoltura sostenibile, realizzato in collaborazione con il WWF e costituito da 10 regole pensate per portare qualità nei prodotti, supportare il lavoro delle comunità di agricoltori e restituire spazio alla natura negli agroecosistemi, favorendo la biodiversità, riducendo l’uso delle sostanze chimiche e salvaguardando gli insetti impollinatori.
A fare gli onori di casa Paolo Barilla, vice presidente del Gruppo Barilla che - alla presenza di istituzioni locali, media, stakeholder, ONG - ha battezzato la nascita del primo biscotto a marchio Mulino Bianco realizzato secondo le regole della “Carta del Mulino”: Buongrano. “Questo disciplinare - ha affermato - rappresenta la volontà del Gruppo di valorizzare ancora una volta l’agricoltura di qualità, incentivando la crescita della filiera del grano tenero. Un impegno dal campo alla tavola per offrire ai consumatori prodotti ancora più buoni, amici dell’ambiente e della biodiversità in linea con la nostra missione: Buono per te, Buono per il Pianeta". L'obiettivo ultimo della mission è quello di portare nel mondo un’alimentazione sana, proveniente da filiere pulite e responsabili, ispirate allo stile di vita italiano e alla dieta mediterranea. Le regole della “Carta del Mulino” saranno aggiornate in accordo con il WWF, con impegno crescente.
Già nel 2019 arriveranno sul mercato altri prodotti a marchio Mulino Bianco realizzati con farina di grano tenero da agricoltura sostenibile. Mentre l’ambizione è - entro pochi anni - di rendere sostenibile il 100% della farina di grano tenero necessaria per realizzare i prodotti, che equivale a un fabbisogno di di circa 240.000 tonnellate. “La ‘Carta del Mulino’, alla cui definizione ha collaborato il WWF, rappresenta un significativo passo verso un’agricoltura più sostenibile, in grado di agire direttamente sulle cause di perdita di biodiversità”, dichiara Gaetano Benedetto, direttore generale WWF Italia. “Riducendo l’uso delle sostanze chimiche e restituendo spazio alla natura sarà possibile riportare nelle campagne fiori selvatici, indispensabili per l’alimentazione degli insetti impollinatori. A fine progetto circa 2.000 ettari saranno restituiti alla natura: il 3% della superficie agricola dedicata alla coltivazione del grano tenero, un vero e proprio piccolo Parco diffuso”.
Il 3% dei campi destinati ai fiori, utilizzo di sementi selezionate, rotazione delle colture, promozione di metodi fisici per la conservazione del grano: sono queste alcune delle regole della “Carta del Mulino”, che punta a preservare la struttura del suolo e incrementarne la fertilità, favorire la vita degli insetti impollinatori, promuovere le varietà di grano ottimali per la produzione di prodotti da forno di qualità, avere tracciabilità dei lotti di grano tenero durante tutte le fasi, fino allo stoccaggio. Al momento sono circa 500 le aziende agricole coinvolte nel progetto e si stima che saranno 5.000 da qui ai prossimi 3 anni. Con il nuovo disciplinare, Mulino Bianco si fa carico di riconoscere un premio economico per gli agricoltori che aderiranno alla “Carta del Mulino”, volto a coprire i costi necessari, ad esempio a realizzare i campi di fiori, che incidono sulla resa e sui guadagni della filiera in favore della biodiversità. Si tratta di vere e proprie oasi d’interesse ecologico che rappresentano il 3% dell’intero campo di grano tenero, fondamentali per la proliferazione delle api e di altri insetti che hanno un ruolo determinante nell’equilibrio dell’ecosistema. L'applicazione della “Carta del Mulino” è sottoposta al sistema di monitoraggio dell’ente di controllo esterno RINA. Dal 2008 al 2016 negli stabilimenti Mulino Bianco sono stati ridotti del 54% le emissioni di gas serra e del 47% l’utilizzo di acqua. Allo stesso tempo più del 98,7% degli incarti sono riciclabili. Sul fronte dei consumi, dal 2008 al 2016, Mulino Bianco ha risparmiato più di 1.600.000 metri cubi di energia termica e più di 7 milioni di kWh.
EFA News - European Food Agency