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Sostenibilità, il modello Ferrero

Il Presidente, Amb. Paolo Fulci, è intervenuto alla presentazione del rapporto di responsabilità sociale

"Quanto potrà durare il modello Ferrero? Non ho esitazioni a rispondere: finché Ferrero continuerà ad essere guidata da imprenditori virtuosi, preoccupati non solo del prodotto, ma soprattutto delle responsabilità sociali e morali cui sono chiamati a fare fronte". Parole scandite con solennità dal Presidente del gruppo di Alba, Amb. Francesco Paolo Fulci, che ha introdotto a Milano la presentazione del IX Rapporto di responsabilità sociale d'impresa del Gruppo Ferrero.

E per essere ancora più chiaro, Fulci ha precisato che "Michele Ferrero aveva forgiato entrambi i suoi figli a questo fine. Il destino ha voluto che ne restasse uno solo, ma chi conosce Giovanni Ferrero è certo che gli ideali del padre non verranno mai traditi, tanto meno nel campo della Responsabilità Sociale d’Impresa". E i numeri della sostenibilità confermano importanti sviluppi in tutti gli ambiti come, ad esempio, il numero sempre crescente di donne in ruoli dirigenziali, il programma Kinder+Sport esteso a 30 paesi col coinvolgimento di 4 milioni di bambini oppure, per quanto riguarda l'approvvigionamento di materie prime, il raggiungimento del 100% di fornitura di uova da galline allevate a terra.

Fulci ha voluto ricordare anche i “Ferrero Farming Values”, che garantiscono una produzione e una gestione sostenibile di alcune materie prime essenziali per la nostra industria come le nocciole ed il cacao, con una grande attenzione per le aree rurali dove esse vengono prodotte", e il Progetto imprenditoriale Michele Ferrero che oggi impiega oltre tremila persone nelle zone più povere di Camerun, Sudafrica e India.

"Il Signor Michele - ha precisato Fulci - , come lo chiamavamo tutti in azienda, era un uomo schivo ma d’azione, un uomo concreto. Voleva che i suoi aiuti fossero efficaci e dall’effetto duraturo. Quindi pensò che a queste persone in difficoltà dovesse innanzitutto essere insegnato un mestiere. Dovevano imparare a produrre e impiegare meglio le materie prime che le loro terre producevano, acquisire una coscienza del lavoro, e più fiducia in se stessi. È su queste basi che è nato il Progetto Imprenditoriale che porta il suo nome". 

agu - 8124

EFA News - European Food Agency
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