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Mercosur/4: per Federalimentare grande opportunità

Vacondio: "L’export continua ad essere l’unico grande motore dello sviluppo nazionale e il vero e proprio volano di crescita del nostro settore"

"Dopo 20 anni di trattative e ben 39 round negoziali, abbiamo finalmente una nuova cornice in grado di regolare l’area economica tra l'Unione Europea e i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay)". Con queste parole, Ivano Vacondio dà la sua benedizione all'accordo commerciale che ora aspetta il via libera di Consiglio e Parlamento Ue e poi la ratifica dei Parlamenti nazionali. 

La nuova intesa, che rappresenta un quarto del PIL mondiale e interessa una platea di 780 milioni di consumatori, sviluppa importanti driver sull’abbattimento dei dazi per diverse categorie di prodotti alimentari, sulla tutela delle eccellenze agroalimentari e sulla questione food safety. Il risparmio in termini di riduzione delle attuali tariffe doganali si calcola infatti in 4 miliardi di euro, mentre saranno 357 le indicazioni geografiche UE finalmente protette in quattro importanti Paesi terzi. Sul versante della sicurezza alimentare, sono previste procedure più rapide e semplici per gli esportatori dell'UE, ma non per questo meno sicure: rimangono cioè invariate le severe norme europee a garanzia dei consumatori, così come viene mantenuto il principio di precauzione e prevista maggiore collaborazione tra le autorità in termini di flussi informativi su potenziali rischi. 

"In questi giorni ho letto molti stati d'allerta su questo accordo ed è fuori discussione che si debba prestare attenzione a tutte le sue implicazioni valutandone gli effetti reali per le diverse categorie coinvolte, così come sarà essenziale rimanere vigili nella delicata fase di enforcement delle previsioni negoziali”, ha detto il presidente Vacondio, commentando le notizie uscite sull'intesa commerciale.  "Ma non possiamo che confermare l’importanza di strumenti destinati a intensificare gli scambi con Paesi terzi, anche a fronte delle incognite che si profilano all’orizzonte, tra guerre daziarie, Brexit e embargo russo, e alla luce dei recenti accordi con Canada, Vietnam e Giappone, che qualche mese fa ha firmato uno storico trattato di liberalizzazione degli scambi con l’Europa. L’export continua ad essere di fatto l’unico grande motore dello sviluppo nazionale e il vero e proprio volano di crescita del nostro settore, come confermano ancora una volta i dati delle esportazioni dell’Industria alimentare, che hanno raggiunto nel 1° trimestre 2019 quota 8.244 milioni di euro, con un +7,9% sullo stesso periodo del 2018".

La chiusura del negoziato, in una fase storica caratterizzata dall’irrigidimento delle relazioni economiche tra le principali Economie del mondo e dalla minaccia di aggressive politiche daziarie, fa salire da 15 a 19 il numero dei Paesi con cui l’UE ha stretto accordi dal 2014 al 2019, confermandone ulteriormente il ruolo strategico e trainante a livello globale nel rilancio delle politiche commerciali internazionali. 

agu - 8205

EFA News - European Food Agency
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