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Aceto Balsamico, celebrati i 10 della IGP

Grosoli: "Vogliamo coinvolgere tutta la filiera produttiva per migliorare i controlli e le certificazione da implementare con le nuove tecnologie"

Primo anniversario importante per l’Aceto Balsamico di Modena Igp che ha festeggiato i dieci anni dalla sua registrazione come Indicazione Geografica Protetta a livello comunitario avvenuta il 3 luglio 2009. L’evento celebrativo si è tenuto a Palazzo Molza presso la Camera di Commercio di Modena coordinato da Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP, che ha invitato a guardare avanti, indicando gli obiettivi per i prossimi anni.

“Il Consorzio - ha spiegato la Presidente che è stata da poco confermata alla guida - ha già iniziato ad allargare i propri orizzonti avviando varie iniziative e progetti pilota relativi ad alcuni concetti chiave: aumentare sempre più le garanzie per il consumatore attraverso progetti che sappiano promuovere e diffondere i valori di autenticità, trasparenza, legalità; coinvolgere in modo più efficace tutta la filiera produttiva per migliorare i sistemi di controllo e certificazione da implementare con le nuove tecnologie digitali; passare da un modello di comunicazione assertivo e unidirezionale ad una comunicazione esperienziale e narrativa; confermare, attraverso la realizzazioni di azioni e programmi educational, il ruolo del Consorzio quale “agenzia educativa” in grado di informare e formare ed infine lavorare con crescente impegno per la promozione di valori sociali condivisi come la sostenibilità, la convivialità, la creatività e l’innovazione”.

La presidente ha sottolineato a EFA News anche il suo deciso impegno per sviluppare ulteriori sinergie con "l'altro" consorzio, quello dell'aceto balsamico tradizionale. Significativo, in questo senso, la presenza di  Enrico Corsini, Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, che ha sottolineato "come il riconoscimento dell’IGP abbia avuto riflessi positivi per l’intero comparto degli aceti balsamici di Modena riconoscendo l’importanza di un mercato multiforme in grado di rispondere alle diverse domande del consumatore sempre più globale".

Anche Federico Desimoni, Direttore del Consorzio di Tutela dell’Igp ha ricordato che “attraverso un lavoro relazionale importante è stato possibile fare sintesi tra diversi soggetti presenti al momento della registrazione e riportare ad unità un settore molto frammentato, fino ad arrivare al riconoscimento pubblico come “Consorzio di Tutela” ad opera del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel marzo 2014. Con il riconoscimento ministeriale è iniziato un lavoro focalizzato soprattutto sulla tutela della denominazione, in particolare la costituzione di un ufficio vigilanza e di un team di legali operanti a livello nazionale e in altri Paesi europei, l’avvio dell’attività di vigilanza in collaborazione con l’ICQRF e l’instaurazione di procedimenti legali in Italia e all’estero nei confronti di prodotti commercializzati con il termine “balsamico”. Attività – ha aggiunto Desimoni - che hanno portato negli anni a numerosi successi a livello stragiudiziale e, nell’ultimo periodo, a provvedimenti sia amministrativi che giudiziali molto positivi per la tutela della denominazione. Una serie di importanti “precedenti” che hanno riconosciuto come “evocativo”, e quindi come illegittimo, l’uso del termine balsamico”.

Quest’ultima attività è stata proficua soprattutto nell’ultimo biennio; da menzionare in particolare sono alcune ordinanze-ingiunzione dell’ufficio sanzioni dell’ICQRF centrale, due sentenze del tribunale di Bologna, una sentenza della Corte d’Appello di Bologna (vedi EFA News del 20/6/2019) e fino ad arrivare al contenzioso partito dalla Germania ed ora in decisione presso la Corte di Giustizia Europea.

“Dieci anni di tutela. Tre secoli di storia”: è il pay off scelto dal Consorzio per questo anno celebrativo e che ha offerto vari spunti di riflessione sviluppati negli interventi dei relatori. Maurizio Fini, Gran Maestro della Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale, si è dedicato alla storia e alla tradizione degli aceti balsamici d Modena, mentre la prof.sa Maura Franchi dell'Università di Parma, ha esplorato le nuove frontiere della comunicazione, offrendo spunti di riflessione sul come sia possibile, proprio partendo dalla storia e dai valori sociali che questo prodotto rappresenta, l'attualizzazione dei contenuti intangibili di questo patrimonio portandoli nel contesto concreto, ordinario e quotidiano dei produttori e dei consumatori. 

(segue)



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