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CLARA MOSCHINI

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Fondazione Barilla lancia il decalogo dell'alimentazione corretta

L'iniziativa in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione

Italia prima in Europa per consumo di frutta e terza per intake di verdura: li consumano rispettivamente una volta al giorno l’85% e l’80% degli italiani, ma il 58,5% dei nostri connazionali resta sovrappeso o obeso, mentre il 2,5% è malnutrito.

Il cibo e l’alimentazione che adottiamo sono fattori determinanti per la qualità e la durata della nostra vita. Gli italiani sono uno dei popoli più longevi al mondo (circa 83 anni) e con l’aspettativa di vita in salute maggiore (73 anni in media)  e questo anche grazie alla dieta mediterranea e a uno dei consumi di frutta e verdura  tra i più alti d’Europa: l’85% dei nostri connazionali consuma frutta ogni giorno (al primo posto in Europa) e l’80% ha inserito le verdure all’interno della propria dieta quotidiana (al terzo posto nel Vecchio Continente). Eppure, il progressivo distacco da questo modello alimentare rischia di metterne a rischio gli effetti positivi sulla salute delle persone. A farne le spese sembrano esserne i più giovani: da un lato, il 2% dei bambini sotto i 5 anni soffre di disturbi della crescita, lo 0,7% è deperito (ha un peso troppo basso rispetto all’altezza) e lo 0,9% è sottopeso. 

Nella fascia 5-19 anni predominano inoltre obesità e sovrappeso: ne soffrono circa 4 bambini su 10. Una condizione sfavorevole che si potrebbe perdurare anche nell’età adulta. Oggi circa il 59% degli italiani è in sovrappeso (rispetto al 2,5% della popolazione che è malnutrita) e al tempo stesso meno del 60% dei nostri connazionali raggiunge livelli di attività fisica raccomandati. Il connubio dieta non salutare-sedentarietà deve far scattare un campanello d’allarme, visto che nel mondo questa concomitanza di fattori è diventata la principale causa di disabilità e morte, più dei danni causati dal fumo . 

È questa in sintesi la fotografia scattata da Fondazione Barilla in occasione della presentazione del 10° Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione (Milano, 3 dicembre) e a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Alimentazione che ricorre il 16 ottobre. I cambiamenti dei modelli alimentari a cui assistiamo da diversi anni in Italia iniziano a mostrare le prime conseguenze, soprattutto tra i più giovani, con una contrapposizione tra obesi e malnutriti. Un andamento a due velocità che nel mondo si traduce in 820 milioni di persone che soffrono la fame, rispetto agli oltre 672 milioni di adulti e 120 milioni di giovani obesi (tra i 5 e i 19 anni). 

“Fame e obesità sono la riprova di un sistema alimentare in profonda crisi. I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 Onu ci mostrano un legame sempre più forte con il cibo, inteso come modo di coltivarlo, produrlo, consumarlo e sprecarlo. Un esempio lo offre questa Giornata Mondiale, che pone l’accento sull’Obiettivo #2: “Fame Zero”. Questo Obiettivo ci impegna a sconfiggere la povertà , perché attualmente il 75% delle persone più povere del mondo dipende dall'agricoltura per il proprio sostentamento e, al tempo stesso, il 50% di chi ha fame proviene proprio da famiglie di agricoltori. Una corretta alimentazione contribuisce alla salute delle persone, ma non possiamo sottovalutare che l’obesità costa, all’economia mondiale, 2 trilioni di dollari all'anno in termini di trattamenti medici. Ecco perché per invertire questa rotta dobbiamo ripensare un sistema alimentare che deve trovare la propria rotta verso uno sviluppo veramente sostenibile”, ha dichiarato Anna Ruggerini, direttore operativo della Fondazione Barilla. 

In quest’ottica, Fondazione Barilla ha dato il via a progetti e iniziative che puntano con forza a dare un contributo concreto verso questo cambiamento. Lo sta facendo con il progetto europeo Su-Eatable Life, che mira a ridurre le emissioni di CO2 e l’impronta idrica relativa al consumo di cibo, intervenendo in alcune mense di aziende e università europee, promuovendo una dieta sana e sostenibile. Lo fa attraverso la realizzazione di studi scientifici, come il report “Fixing the Business of Food: The Food Industry and the Sdg Challenge”, in cui affronta il tema del ruolo che il settore alimentare ha nel raggiungimento gli Sdgs, fornendo alcune raccomandazioni per poter agire concretamente nella trasformazione – in chiave sostenibile – della produzione di cibo e lanciando una call to action globale alle aziende. Infine, lo fa ormai da 10 anni con il Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione, che quest’anno si terrà a Milano il 3 dicembre, con l’obiettivo di dare un contributo tangibile al processo di trasformazione, mettendo a sistema le esperienze e le competenze di chi nel mondo combatte per un sistema alimentare sempre più sostenibile. Fondazione Barilla nell’ambito del progetto Su-Eatable Life, ha elaborato alcuni principi che aiutano a compiere scelte giuste sia sul fronte della salute che su quello alimentare: privilegia piatti o pietanze a base vegetale; modera il consumo di carne; gusta i latticini con moderazione; adotta una dieta varia; preferisci i cibi freschi e non eccessivamente elaborati; bevi acqua di rubinetto quando è potabile; riduci il monouso.

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