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CLARA MOSCHINI

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Salmone e festività, binomio ormai tradizionale

Attenzione alla sostenibilità coi prodotti dall'Alaska/Gallery

Reale, Rosso, Argentato, Keta, Rosa: sono i cinque salmoni selvaggi dell’Alaska che possono essere i protagonisti delle festività natalizie dove, per gli amanti del pesce, il salmone è ormai un  cibo irrinunciabile, per il quale la scelta della materia prima è fondamentale. Scegliere un salmone selvaggio vuol dire puntare anche sul sapore e sulla consistenza delle sue carni, sode e magre. Peculiarità che si devono all’habitat in cui sviluppa il suo percorso di vita, in acque fresche e pulitissime e alla sua alimentazione, fatta di plancton e di piccoli crostacei  altrettanto incontaminati. Il suo è il classico sapore di mare che lo fa sembrare come appena pescato. Non è un caso che il salmone selvaggio dell’Alaska venga chiamato il “gioiello del Pacifico”.

Ed è anche sostenibile. In questo periodo dell’anno è disponibile surgelato in quanto, in Alaska, la pesca è regolamentata da rigorose leggi dello Stato che ne definiscono le tempistiche e le quantità, così che il periodo in cui è possibile consumarlo fresco rimane stabilito da giugno a ottobre. Tuttavia, i metodi di lavorazione sono tali da non interferire minimamente sulla qualità e sul sapore del pescato che, anche surgelato, mantiene inalterata la sua naturalità.

Apprezzabile anche la versione affumicata del Salmone Selvaggio dell’Alaska, ricca di versatilità. Antipasti,  primi, secondi, stuzzichini, sfizi per quel tocco “en rose” per siglare con eleganza i menu.

Galleria fotografica Salmone selvaggio di Alaska Pesca del salmone Pesca del salmone Pesca del salmone Pesca del salmone Pesca del salmone Salmoni dell'Alaska Salmone selvaggio di Alaska Salmone selvaggio di Alaska Salmone selvaggio di Alaska Salmone selvaggio di Alaska
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