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Covid-19/6: Serve adeguata nutrizione dei ricoverati

Sinuc: "In media il 45% pazienti ricoverati è malnutrito con perdita di massa muscolare, e aumento di debolezza e fragilità"

La Sinuc - Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo interviene sugli aspetti nutrizionali dei malati di Covid-19. "Sappiamo da numerosi studi - spiega una nota - che in media il 45% pazienti ricoverati è malnutrito con una perdita variabile di massa muscolare che aumenta il livello di debolezza e fragilità. E sappiamo che la malnutrizione determina un ritardo nei tempi di guarigione. Ecco quindi come anche i pazienti ricoverati per l’infezione beneficerebbero con un evidente vantaggio di un precoce e adeguato approccio nutrizionale, prescritto da uno specialista esperto in Nutrizione Clinica con competenze in Nutrizione Artificiale che agisca al letto del paziente e al fianco dei team dedicati all’emergenza".

La malnutrizione può ridurre la resistenza e l’outcome di pazienti anziani e fragili a una malattia virale, come quella determinata dal Coronavirus, che nella popolazione adulta e sana determina, nella maggioranza dei casi, una malattia più controllabile. Le persone che hanno uno stato nutrizionale migliore infatti sono quelle più difese dalle infezioni in genere.

"Alcune ricerche inoltre hanno dimostrato che combattere la sarcopenia, ossia la perdita di massa muscolare, ha come beneficio il miglioramento della funzione respiratoria, una migliore risposta ai trattamentie una dimissione più rapida. Nel caso del Covid-19 potrebbe significare una permanenza più breve nei reparti di terapia intensiva” spiega il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente Sinuc.

“Un approccio organizzativo che preveda il coinvolgimento di team di Nutrizione Clinica nei reparti dedicati alla terapia del Coronavirus potrebbe avere rilevanti effetti virtuosi, consentendo un più rapido svezzamento dal ventilatore, così determinando una disponibilità maggiore di letti in un momento in cui, in attesa del picco, le disponibilità sono un fattore critico”.

Per Muscaritoli “esiste uno stato fisico che ci permette di difenderci meglio dalle infezioni batteriche o virali come il Coronavirus, caratterizzato da un’alta capacità di contagio. Gli anziani, i soggetti più fragili e quelli con malattie croniche preesistenti sono più suscettibili non tanto all’infezione, ma alle conseguenze negative che provocano l’aggravamento delle loro condizioni e non di rado la morte” prosegue Muscaritoli che aggiunge “Inoltre è stato osservato da diversi studi che anche pochi giorni di ricovero con la conseguente immobilità a letto determinano una perdita di muscolo e uno stato di malnutrizione con perdita di peso del 10% già nei primi giorni e in maniera lineare all’aumentare della permanenza in ospedale. Ricoveri che nel caso del Covid-19 non si limitano a pochi giorni ma prevedono settimane”.

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