Salov pianta 52 varietà di olivo nella tenuta di Villa Filippo Berio
Partnership scientifica col Cnr per migliorare la qualità dell'olio
Gruppo Salov continua la collaborazione col Cnr finalizzata a migliorare la qualità dell'olio attraverso ricerche sulla produttività e sulla sostenibilità della coltivazione dell'olivo, valorizzando le immense potenzialità della biodiversità oleicola italiana, la più vasta al mondo. Nel mese di maggio è iniziata la fase di messa a dimora di 52 differenti varietà di olivo all’interno dell’azienda agricola Villa Filippo Berio, di proprietà del Gruppo, un vero e proprio centro di ricerca a cielo aperto di 75 ettari. “Siamo orgogliosi di poter ospitare all’interno di Villa Filippo Berio questi importanti esperimenti volti a individuare soluzioni per il miglioramento di tutta l’olivicoltura italiana, con l’obiettivo di sostenere una produzione efficiente, di qualità ma soprattutto sostenibile” – dichiara Daniele Piacenti, Responsabile Selezione e Blending del gruppo. “Attraverso questo progetto siamo sicuri di poter dare nuova forza ad un settore oleicolo sempre più orientato verso la standardizzazione”.
Salov è un'azienda storica toscana controllata dal 2015 dal gruppo cinese Bright Food che con lungimiranza continua a investire sulla qualità dell'olio Made in Italy. L'Italia infatti conta il maggior numero di varietà di olive al mondo e la collaborazione iniziata nel 2019 con l’istituto per la BioEconomia del Cnr mira proprio a sfruttare appieno le immense potenzialità di questa biodiversità.
Le varietà messe a dimora provengono prevalentemente da aree marginali del centro Italia, e sono tutte rappresentative di un’olivicoltura tradizionale contraddistinta da minori esigenze agronomiche. Il progetto sarà molto utile a far riscoprire piante poco coltivate, contribuendo a imprimere nuova forza al settore oleicolo. La studio di questa biodiversità locale, inoltre, può essere utile anche a individuare piante meno suscettibili alla Xylella Fastidiosa che sta mettendo a rischio l’interno patrimonio olivicolo italiano. I risultati delle ricerche verranno condivisi diventando patrimonio comune per una produzione olivicola di qualità.
“Questi esperimenti ci aiuteranno a indentificare le varietà più interessanti e resistenti da introdurre e impiantare nell’oliveto di Villa Filippo Berio. Lo studio sarà altresì funzionale al recupero di antiche cultivar toscane che sono andate in disuso nel corso degli anni e che, invece, torneranno in auge come rappresentative in una delle aree più adatte alla coltivazione dell’olivo”, ha dichiarato Claudio Cantini, Tecnologo T.I. del Cnr.
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