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Aumenta la produzione di sorgo in Italia

Coltura naturalmente priva di glutine, nel 2020 prodotti 3.859.000 quintali

Aumenta la produzione di sorgo in Italia. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2020 la superficie coltivata ha toccato i 53.934 ettari a fronte dei 46.799 del 2019, pari a una produzione totale di 3.859.000 quintali (lo scorso anno si era fermata a 3.133.000 quintali). Le caratteristiche produttive del sorgo lo rendono una coltura pienamente in linea con le esigenze dettate dai cambiamenti climatici, soprattutto perché il suo fabbisogno idrico è molto limitato. Ma soprattutto è una coltura naturalmente priva di glutine.

Il birrificio Stirone Barleyfree di Fidenza (Pr) da quattro anni produce una “bevanda fermentata alcolica di sorgo” (non essendo prodotta con frumento o orzo per la legge italiana non può essere definita birra), indicata alle persone che non possono assumere glutine. Secondo i dati più recenti, nel nostro paese le persone celiache censite oscillano tra le 200mila e le 300mila unità. Sul sorgo negli anni 70 gli istituti di ricerca nazionali avevano avviato diversi studi destinati al miglioramento genetico della pianta; la carenza di risorse e un interesse maggiore per una coltura come il mais hanno di fatto ridimensionato e ridotto molti dei progetti avviati. L’unico paese europeo dove la ricerca scientifica sul sorgo vive una stagione molto fiorente è la Francia, primo produttore del vecchio continente, seguito dall’Italia, che perlopiù commercializza ibridi di provenienza francese e/o americana.

“Le molteplici potenzialità del sorgo", afferma il birraio Romano Iezzi, "sono alla base della nostra produzione che si diversifica in tre tipologie: LaGaia Ambra, LaGaia Bionda e LaGaia Summer Bräu, a cui in questo periodo natalizio si unisce la (don’t) Drink Before Christmas (vedi articolo EFA News del 11-11-20). Attualmente il birrificio Stirone Barleyfree acquista il sorgo presso un’azienda agricola certificata, ma nei suoi progetti futuri c’è anche quello di avviare la produzione di sorgo bianco in proprio per garantire quel concetto di filiera corta che oggi ha sempre più rilevanza. Un progetto che doveva partire già quest’anno, ma che le conseguenze della pandemia hanno rinviato, “magari solo al prossimo anno”, sottolinea Iezzi.

“Il settore agroalimentare guarda con crescente interesse al sorgo", precisa Marco Bergami, imprenditore agricolo bolognese. "Quest’anno, i miei 30 ettari hanno prodotto quantitativi di tutto rispetto con una media di 70-75quintali/ettaro e picchi anche di 85-90quintali/ettaro. Sicuramente la stagione ci ha dato una mano, ma le peculiarità della coltura, la sua capacità di crescere senza ricorrere a ingenti quantitativi di acqua e a importanti dosi di fertilizzanti suscitano molto interesse e ben venga chi ha realizzato una bevanda che per le sue caratteristiche soddisfa determinate esigenze alimentari e fa onore a una coltura a cui oggi gli agricoltori, e i numeri lo dimostrano, guardano con rinnovato interesse".

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EFA News - European Food Agency
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