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Speck Alto Adige: calo di produzione del 4,4% nel 2020

David Recla eletto nuovo presidente del Consorzio

Il 2020 ha segnato, anche per lo Speck Alto Adige IGP, un calo della produzione, che registra un 4,4% in meno rispetto al 2019, anche se per la specialità altoatesina si registra una quota stabile (41,2%). Questi sono i dati emersi durante l'assemblea annuale del Consorzio di tutela che riunisce 28 produttori, tenutasi il 20 febbraio. Nel corso dell'evento virtuale è stato anche eletto il nuovo presidente del Consorzio, David Recla, che riconosce il calo della produzione ma si dice fiducioso per il futuro, contando sulla qualità del prodotto e sui numeri, che confermano la preferenza del marchio IGP da parte dei consumatori. "Il 2020 è stato un anno fortemente influenzato dall’emergenza sanitaria, che ha messo a dura prova i produttori, eppure, è proprio lo scorso anno che la quota IGP è rimasta stabile, dimostrando come anche in tempi difficili, la qualità, la sicurezza e la certezza sulla provenienza della materia prima viene sempre riconosciuta", ha detto Recla. "Lo Speck Alto Adige IGP è un prodotto unico nel suo genere che incarna i valori del nostro territorio e i numeri ci dicono che i consumatori finali premiamo sempre più scelte di questo tipo», ha commentato il neopresidente del Consorzio Tutela Speck Alto Adige IGP David Recla. «Siamo consapevoli che c’è stato un calo della produzione e sappiamo che anche lo scenario attuale ha fortemente influito su questo, ma siamo comunque molto fiduciosi per il futuro", ha concluso il neo-presidente. 

Altri dati dell'assemblea mostrano come nel 2020 il mercato italiano sia rimasto il principale sbocco commerciale per lo Speck Alto Adige IGP (66,5% con un aumento di 2 punti percentuali sul 2019), soprattutto nelle regioni del Nord e all’interno del territorio altoatesino, ma cresce sempre di più la domanda da parte del Sud Italia e dei paesi oltre i confini nazionali: il mercato estero rappresenta infatti il 33,5% della restante quota di commercializzazione e sono soprattutto la Germania (che aumenta la quota percentuale al 28% dal 26% dello scorso anno) e gli Usa (1,7%) a registrare un aumento della popolarità dello Speck Alto Adige IGP, inserendolo tra i prodotti della salumeria italiana più esportati. Seguono la Francia (1,4%), l'Austria (0,9%) e la Svizzera (0,7%).

Il canale di vendita principale in Italia resta la grande distribuzione (Gdo) con il 68,5%. Seguono i discount con il 17%, i grossisti con il 5,4%, la vendita al dettaglio con il 4,3% e la gastronomia con il 2,2%. La vendita al dettaglio è particolarmente diffusa soprattutto all’interno dei confini altoatesini (41%). Lo speck preaffettato rimane la prima scelta per i consumatori: nel 2020 sono stati prodotti 44.783.524 milioni di confezioni di speck preaffettato, un incremento del 16,6% rispetto al 2019. La confezione da 100 g è ancora la più venduta ma crescono anche quelle da 50 g, 60 g e 70 g designando un quadro chiaro di come siano cambiate le abitudini di consumo nell’ultimo anno. In totale, è stata prodotta una confezione di Speck Alto Adige IGP per il 75% degli italiani.

A verificare il prodotto è l’Istituto Indipendente IFCQ Certificazioni (Istituto Friulano Controllo Qualità), che rivolge un'attenzione specifica alla tracciabilità, dalla materia prima fino al prodotto ultimato. Nel 2020 i controlli non hanno smesso di essere effettuati, spesso anche per via telematica, per un totale di 673 le visite ispettive che hanno coinvolto il 50% del territorio altoatesino e nel 92,3% dei casi non sono state riscontrate non-conformità sul prodotto o sul cartellino del prezzo.

Galleria fotografica Vertici del Consorzio Tutela Speck Alto Adige IGP: David Recla (Presidente); Gunther Windegger (Vice Presidente); Martin Knoll (Direttore)
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EFA News - European Food Agency
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