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CLARA MOSCHINI

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Sabelli punta all'export

Gruppo marchigiano chiude il 2025 con fatturato a 360 mln euro

Dopo un 2024 chiuso in modo decisamente positivo, il Gruppo Sabelli ha affrontato un 2025 particolarmente complesso dal punto di vista dei consumi domestici e del costo delle materie prime. Anticipazioni sull'ultimo bilancio, sono state illustrate dai rappresentanti dell'azienda marchigiana in occasione dell'ultima edizione di Marca by Bologna Fiere & Adm.

Grazie agli investimenti nella struttura industriale e commerciale e alle acquisizioni strategiche degli ultimi anni, il gruppo ha potuto affrontare la ciclicità del mercato chiudendo l’anno con un fatturato in crescita del 10%. L’export si riconferma uno dei principali motori di sviluppo, accanto al segmento private label: ottime le prospettive per il 2026, che vedrà il potenziamento delle esportazioni in Europa e l’ingresso negli Stati Uniti e nel Far East.

Nonostante le difficoltà menzionate, l'anno appena trascorso ha visto crescere il segmento private label, grazie alle collaborazioni attive con la distribuzione per ampliare assortimenti e referenze. Buone notizie arrivano dal fatturato, che a metà 2025 ha raggiunto i 170 milioni di euro, di cui 70 provenienti solo dalla mozzarella. La previsione è di chiudere a 360 milioni di euro, grazie anche a un exploit dell’area export che ha segnato un +15%.

I mercati internazionali rappresentano uno dei motori di crescita per Sabelli, con le esportazioni che nel 2024 hanno raggiunto i 50 milioni di euro e sono cresciute ulteriormente nel 2025. Le performance migliori arrivano dall’Europa, in particolare da Francia, Germania, Regno Unito e Paesi del Nord Europa. Anche in Ucraina, nonostante la guerra, la domanda è rimasta stabile. Diversi mercati dell’area si sono confermati meno competitivi, come la Germania che, nonostante costi di produzione inferiori, continua a importare significativi volumi di prodotto italiano, segno di una qualità percepita e di una domanda costante di Made in Italy.

La reputazione del Made in Italy è anche la chiave per l’espansione di Sabelli negli Stati Uniti. Il gruppo ha iniziato il suo percorso di espansione in Usa nel 2025 con la partecipazione al Fancy Food Show di New York. Il mercato americano è interessante soprattutto per burrata, mozzarella per pizza e fiordilatte: nonostante la produzione interna, il prodotto italiano risulta infatti molto apprezzato per qualità e autenticità. L’applicazione dei dazi al 15% sui latticini europei non ha frenato gli obiettivi di espansione del Gruppo, che dal 2026 punta a stringere nuovi contatti per aprire un asse di sviluppo strategico negli Stati Uniti per i prossimi anni. Gli investimenti di Sabelli nell’export riguardano anche il Far East, con lo sviluppo di nuove referenze frozen destinate a questi mercati.

Il gruppo dispone oggi di sei siti produttivi, nove piattaforme distributive e circa mille tra dipendenti e collaboratori. La mozzarella resta il pilastro del portafoglio, rappresentando circa il 60% del valore complessivo della produzione tra retail e horeca. Seguono burrata e stracciatella, che coprono il 15% ma registrano i tassi di crescita più rapidi e margini più elevati, e una quota analoga di stracchini, robiole e formaggi freschi.

Le performance del 2025 sono da considerarsi di tutto rispetto, in considerazione delle difficoltà affrontate, specie dopo un 2024 difficile da eguagliare, con un aumento del fatturato dovuto sia alla crescita organica, sia all’acquisizione del caseificio Stella Bianca ed esportazioni, che hanno registrato un +25%.

"Continueremo a investire per rafforzare la struttura industriale e commerciale, con gli obiettivi di una crescita sostenibile e di una maggiore resilienza alle oscillazioni del mercato. Le acquisizioni restano uno strumento strategico per aumentare le dimensioni e migliorare la capacità di assorbire eventuali shock del settore”, commentano Angelo Galeati e Simone Mariani, amministratori delegati del Gruppo Sabelli.

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EFA News - European Food Agency
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