Ucraina in Ue? Italia in dubbio per colpa dell'agricoltura
La Commissione Ue accelera si potrebbe scatenare una crisi nel settore primario
Una settimana. E' questo il timing da qui al 16 giugno quando la Commissione Ue proporrà, al Consiglio Affari generali in agenda, l'apertura del primo gruppo di capitoli negoziali, o 'cluster', sull'adesione dell'Ucraina all'Unione europea, giusto prima del summit dei leader Ue del 18-19 giugno, che potrà esprimersi sulla proposta. L'Ucraina ha presentato la domanda di adesione all’Ue il 28 febbraio 2022, pochi giorni dopo l'inizio dell'invasione russa: i negoziati di adesione sono stati formalmente avviati il 25 giugno 2024, con la prima conferenza intergovernativa tra Bruxelles e Kiev. Vale la penna ricordare che l'apertura di un cluster non equivale all’ingresso nell’Ue: è solo l’avvio di una fase di verifica, riforme e negoziazione che può durare anche anni.
L'Italia, comunque, ha già espresso giorni fa le sue perplessità. Lo ha esplicitato in un'intervista al Corriere della Sera il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo il veto posto nei giorni scorsi da un altro pezzo da novanta, Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. Benché l'opposizione sia partita dal ministro della Difesa, la guerra non c'entra niente: il no dell'Italia é dovuto a ragioni "agricole". Come ha detto Crosetto, l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue é stata definita “molto difficile. Non solo politicamente - ha spiegato il ministro della Difesa - ma perché se entrasse in Europa, con la sua grandezza e il suo sistema economico, ci sarebbe immediatamente una crisi nel settore agricolo. Una crisi gravissima per molti paesi Ue che nessuno, neppure i tedeschi, può permettersi”.
Il ministro Crosetto non ha portato alcun dato a suffragio del suo diniego. Al suo posto, i dati li abbiamo cercati noi, per dare un'idea di come stanno le cose. L'Ucraina ha una superficie agricola utilizzata di circa 41 milioni di ettari, l'Italia ha 12,4 milioni di ettari utilizzabili. Il peso dell'agricoltura nell'economia ucraina é pari al 12% del PIL contro un 2% del PIL agricolo e della filiera agroalimentare italiana che copre un 15% del PIL nazionale. In sostanza, l'Ucraina dispone di una superficie agricola di oltre tre volte superiore a quella italiana ed è orientata all'export di materie prime agricole: l'Italia ha una superficie inferiore ma genera un valore economico molto maggiore per ettaro grazie all'industria agroalimentare e alle produzioni di qualità.
L'agricoltura ucraina, infatti, é specializzata in cereali, semi oleaginosi, commodities da esportazione, mentre l'Italia é specializzata in produzioni ad alto valore aggiunto, DOP, IGP., e in trasformazione alimentare. La produzione totale di cereali ucraini edi circa 51 milioni di tonnellate, quella italiana di circa 17 milioni: l'Ucraina produce 23 milioni di tonnellate di frumento, l'Italia 7 milioni; 28 milioni di mais contro i nostri 5-6 milioni; 4,5 milioni di orzo contro il nostro milione di tonnellate. Tanto per capirci, un ettaro di grano in Ucraina genera soprattutto commodity, un ettaro vitato italiano può generare un valore economico molte volte superiore grazie a vino DOC/DOCG e all'export.
L'Ucraina resta tra i principali produttori mondiali di semi di girasole (11,5 milioni di tonnellate prodotte nel 2025 contro le nostre 400 Mila tonnellate) e uno dei maggiori esportatori di olio di girasole, l'Italia è invece un importatore netto di oleaginose e concentra il valore aggiunto soprattutto nella trasformazione alimentare. D'altro canto, l'Italia produce più latte (13 milioni di tonnellate contro 7 milioni dell'Ucraina) e ha una filiera lattiero-casearia ad alto valore (formaggi DOP, trasformazione industriale) mentre l'Ucraina è più orientata ai prodotti agricoli primari che alla trasformazione alimentare complessa.
L'Italia esporta circa tre volte il valore agroalimentare dell'Ucraina (73 miliardi di euro nel 2025 contro 25 miliardi) pur avendo una superficie agricola molto inferiore. Questo è dovuto al maggiore valore aggiunto industriale. Secondo i dati di Fondazione Edison, la filiera agroalimentare italiana é tra le più avanzate al mondo.e vanta un fatturato complessivo stimato in circa 570 miliardi.
In sostanza, nel 2025 l'Ucraina si è dimostrata una potenza agricola delle commodity, con enormi volumi di cereali e oleaginose destinati all'export mondiale. Nonostante la guerra, continua a produrre oltre 50 milioni di tonnellate di cereali annui. L'Italia è invece una potenza agroalimentare, meno forte sui volumi ma molto più competitiva nella trasformazione industriale e nell'export ad alto valore aggiunto. In termini di quantità prodotte vince l'Ucraina; in termini di redditività, valore aggiunto ed export agroalimentare vince nettamente l'Italia.
EFA News - European Food Agency