Commodities: zucchero e caffè in rialzo
Al contrario, le uova proseguono trend deflattivo nell'Unione Europea
Areté segnala come i prezzi delle uova, a giugno, abbiano consolidato il trend deflattivo in corso da aprile. A livello medio UE, il prezzo ha registrato un -15% da inizio aprile, tornando su valori in linea a quelli di giugno 2025, ma mantenendosi tuttavia di circa il 30% superiore rispetto alla media 2021-25. In Italia, nello stesso periodo, il prezzo delle uova da allevamento in gabbia rilevato dalla Cun ha segnato un -22%. In un contesto di calo stagionale della domanda l’indice di autosufficienza UE è aumentato anche grazie al rallentamento della diffusione dell’aviaria. Inoltre, l’offerta ha beneficato del riequilibrio degli scambi con una forte contrazione dell’export e importazioni record nei primi quattro mesi dell’anno. In UE, nel primo semestre del 2026, si sono registrati 305 focolai di aviaria (+26% rispetto allo stesso periodo del 2025), di cui 52 in allevamenti di galline ovaiole.
Tuttavia, a giugno si è registrato un solo focolaio (0 in allevamenti di galline ovaiole). In Italia non si registrano focolai da marzo 2026.Nei primi quattro mesi del 2026, le importazioni UE sono aumentate dell’88% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le principali origini sono l’Ucraina (51%) e la Turchia (31%). Nello stesso periodo, le esportazioni UE risultano in calo del 29%, con il Regno Unito (47%) e la Svizzera (23%) come principali destinazioni. L’Italia, nello stesso periodo, ha registrato un aumento delle importazioni extra-UE del 135%, con il 70% dei volumi provenienti dalla Turchia e l’11% dall’Ucraina. Le esportazioni extra-UE risultano invece in crescita del 13%, dirette principalmente verso la Svizzera (44%) e il Regno Unito (23%). Tra i fattori ribassisti segnaliamo anche l’aumento delle rimonte UE che, a marzo e aprile 2026 sono risultate più che doppie rispetto a marzo e aprile 2025. Inoltre, nonostante i rialzi trasmessi ai costi dei mangimi dall’inflazione energetica e dai rincari dei fertilizzanti, i costi alimentazione si confermano inferiori alla media degli ultimi cinque anni.
Da inizio anno i prezzi europei dello zucchero hanno registrato aumenti (+6,3% lo Spot Europa e +6,1% il Consegnato Centro-Nord Italia tra febbraio e giugno) a fronte dell’aspettativa di una minore produzione nella campagna 2026/27.Secondo le prime proiezioni pubblicate dalla Commissione Europea, la produzione è prevista a 14,1 Mio t, -15% rispetto alla campagna corrente e ai minimi dal 2013.Al calo delle aree dell’8% si aggiungerebbe un ritorno delle rese verso la media storica (-6% rispetto al 2025/26). Il dato risulta sostanzialmente in linea con le precedenti anticipazioni Areté. Nonostante stock iniziali in aumento del 14% rispetto al 2025/26 e consumi sostanzialmente stabili (-0,4%) l’UE è prevista tornare un’area importatrice, dopo tre campagne di esportazione netta, con un rimbalzo dell’import del 43% e un calo dell’export del 20%. L’importazione netta di zucchero tal quale passerebbe infatti da circa -0,75 Mio t a 0,7 Mio t. Da monitorare potenziali revisioni a ribasso delle rese in un contesto di temperature molto elevate.
Risulta inoltre attiva la sospensione del Regime di Perfezionamento Attivo (Ipr) per lo zucchero grezzo, che permette di importare in esenzione da dazio zucchero per essere processato e ri-esportato. La sospensione è entrata in vigore il 27 maggio e durerà un anno, con una revisione degli effetti entro sei mesi, In media, nelle ultime 3 campagne sono state importate 491 k t di zucchero grezzo sotto l’Ipr, che potranno essere compensate solo parzialmente dalle 190 k t a dazio zero dal Mercosur, per cui l’Interim Agreement è entrato in vigore dal 1° maggio.
A partire dall’inizio di giugno, il mercato del caffè ha evidenziato una nuova fase di volatilità rialzista, sostenuta dall’emergere di fattori che potrebbero compromettere le aspettative di aumento produttivo. Nello specifico, il prezzo dell’arabica ha registrato un incremento del 28%, mentre quello della robusta è salito del 18%. Secondo Areté, tra gli elementi di maggiore attenzione figurano le intense precipitazioni che stanno interessando il Brasile, rallentando le operazioni di raccolta e sollevando interrogativi sulla qualità del prodotto. Secondo Safras & Mercado, al 24 giugno era stato raccolto il 44% del raccolto, una quota inferiore rispetto al 51% dello scorso anno e anche rispetto alla media dei precedenti cinque anni (47%). In particolare, gli operatori locali riportano ritardi soprattutto nelle regioni produttrici di arabica di Paranà, San Paolo e Minas Gerais a causa dell’eccessiva umidità. Infatti, la raccolta di arabica avrebbe raggiunto il 33% del totale previsto, rispetto al 42% dello scorso anno; meno criticità si segnalano nelle aree di robusta, con la raccolta al 66%, in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (65%).Parallelamente, cresce la probabilità di un rafforzamento del fenomeno climatico El Niño entro la fine dell’anno, con possibili ripercussioni sullo sviluppo dei raccolti 2026/27 in Vietnam e sulla fase di fioritura in Brasile, cruciale per la produzione del 2027.
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EFA News - European Food Agency