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Commodities/2. Cacao: prezzi alle stelle

In Europa netto calo delle superfici coltivate a patate a partire da Belgio, Paesi Bassi, Germania e Francia

I prezzi della fava di cacao sul mercato finanziario Ice Europe, da inizio giugno, hanno registrato un aumento del 28%, con puntate superiori alle 3.900 £/t. Analoghe tendenze si registrano sui trasformati: da inizio giugno, burro e massa di cacao, sul mercato fisico UE, hanno segnato aumenti rispettivamente del 29% e del 30%, tornando a premio sulla polvere di cacao, rimasta invece stabile.

Areté segnala come ad alimentare la volatilità del mercato siano le incertezze sulla fase finale del raccolto intermedio, ma soprattutto sui prossimi raccolti 26/27, esposti ai rischi connessi al fenomeno El Nino e al contesto macroeconomico. Le persistenti precipitazioni superiori alla media in Costa d’Avorio stanno ostacolando la conclusione del raccolto intermedio 25/26, aumentando il rischio di diffusione di malattie e di problemi qualitativi legati all’eccessiva umidità.

Intanto, la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) ha confermato la formazione del fenomeno El Niño, stimando una probabilità elevata che il fenomeno si intensifichi entro la fine dell’anno. Questo tipo di evento genera condizioni più calde e secche in Africa occidentale, con possibili ripercussioni negative sulla produzione di cacao nella seconda parte dell’anno.

A tali criticità si aggiungono i rischi derivanti dai limitati investimenti, in uno scenario di riduzione dei prezzi minimi garanti agli agricoltori africani e costi degli input produttivi elevati. In particolare, la scarsa manutenzione delle piantagioni e il basso utilizzo di fertilizzanti, a causa delle difficoltà di reperibilità e dei costi elevati conseguentemente al conflitto in Medio Oriente, rappresentano un ulteriore elemento di limite alle rese, già esposte ai rischi meteo.

Sul fronte delle politiche di sostegno al settore, si segnala come Ghana e Costa d’Avorio abbiano recentemente annunciato un accordo volto ad armonizzare le rispettive politiche di prezzo alla produzione, con l’obiettivo di migliorare la remunerazione degli agricoltori, ridurre le distorsioni di mercato e rafforzare il coordinamento commerciale tra i due Paesi. L’intesa prevede inoltre una maggiore condivisione delle informazioni di mercato, l’allineamento dei calendari produttivi e la definizione di principi comuni per la determinazione dei prezzi alla produzione.

I timori relativi a un potenziale deficit di mercato 26/27 hanno generato un rallentamento delle vendite di contratti a termine per la prossima stagione. In Costa d’Avorio, secondo alcuni operatori, il Coffee and Cocoa Council (Ccc) dopo aver venduto circa 1 Mio t di cacao di prossimo raccolto, avrebbe iniziato a rallentare le vendite a inizio giugno. Inoltre, il Ccc avrebbe introdotto un premio sulle vendite forward di almeno 100 £/t al di sopra del prezzo dei futures. La volatilità del mercato risulta accentuata dai movimenti degli operatori non commerciali, tornati in iper-acquisto dopo otto mesi di iper-venduto. Dal 16 al 23 giugno su Londra le posizioni lunghe nette sono aumentate di 6.181 contratti, passando da -696 a +5.485.

Gli ultimi dati Nepg indicano superfici di patate destinate alla trasformazione industriale nell’area nord-occidentale europea in calo dell’11% rispetto al 2025. La contrazione è trainata dal Belgio, con aree inferiori del 17%, seguito da Paesi Bassi, Germania e Francia, con riduzioni rispettivamente del 15%, 11% e 10%. Secondo le rielaborazioni Areté, la flessione delle superfici riflette la marcata deflazione che ha caratterizzato il mercato nel corso della campagna 2025/26, determinata dal disallineamento tra surplus produttivo e domanda debole, che ha spinto le quotazioni sui livelli più bassi degli ultimi anni.

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EFA News - European Food Agency
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