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Berni (Grana Padano): "Nostro sistema assorbe latte, non lo espelle"

Per il 2026 prevista una produzione più contenuta nei mesi estivi, ma il trend di fondo non cambierà

Il sistema del Grana Padano continua ad assorbire latte e non lo espelle. È questo il messaggio che Stefano Berni, direttore generale del Consorzio di Tutela del Grana Padano, pone al centro della sua riflessione sul ruolo della Dop più consumata in Italia e nel mondo.

"Da oltre vent’anni", afferma Berni, "il tasso di crescita del latte destinato alla produzione di Grana Padano è sistematicamente superiore a quello dell’aumento complessivo della produzione nazionale di materia prima. È un dato che non lascia spazio a interpretazioni: il sistema del Grana Padano assorbe latte, non lo espelle".

Secondo Berni, proprio questa capacità di valorizzare una quota crescente di latte è la dimostrazione dell’efficacia del Piano produttivo, lo strumento che consente di accompagnare lo sviluppo della Dop senza compromettere gli equilibri di mercato. "Governare la produzione", ha spiegato, "non significa impedirne la crescita, ma farla sviluppare in modo ordinato e sostenibile, evitando eccessi che finirebbero per ridurre il valore del prodotto".

Il direttore generale ha rimarcato anche come la produzione di Grana Padano rappresenti oggi la destinazione economicamente più remunerativa dell’Unione europea per il latte proveniente da bovine alimentate con insilati, grazie anche al principio dell’equa correlazione tra il valore del formaggio e il prezzo riconosciuto agli allevatori.

L’esperienza del 2025 ha dimostrato però quanto sia necessario mantenere sotto controllo la crescita delle produzioni. "L’incremento del 7,7% registrato nell’anno, favorito dalle elevate quotazioni del formaggio, ha, infatti, determinato", ha fatto sapere Berni, "un calo di circa il 20% del prezzo del Grana Padano stagionato nove mesi".

Una situazione che il Consorzio ha affrontato rafforzando la contribuzione differenziata, acquistando 20mila forme al mese per sette mesi consecutivi e intensificando le attività promozionali sui mercati italiani ed esteri, consentendo così un recupero delle quotazioni.

Per il 2026 il direttore generale prevede una produzione più contenuta nei mesi estivi rispetto agli incrementi eccezionali registrati nell’estate dello scorso anno, ma ribadisce che il trend di fondo non cambierà: "Anche questo biennio 2025-2026 il sistema del Grana Padano continuerà ad assorbire una quota di latte superiore rispetto alla crescita complessiva della produzione nazionale".

Da qui la conclusione: "Se vogliamo che il Grana Padano continui a rappresentare la destinazione economicamente più vantaggiosa per il latte, dobbiamo proseguire senza esitazioni", ha sottolineato il direttore generale, "sulla strada della crescita governata dal Piano produttivo. Solo così sarà possibile garantire equilibrio, redditività e prospettive di sviluppo all’intera filiera".

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EFA News - European Food Agency
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