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Turismo: Italia sempre forte ma la Spagna di più

Analisi Istat su un secolo di pernottamenti in hotel e strutture extra-alberghiere

Tra il 1924 e il 2025, le notti trascorse (presenze) negli alberghi italiani sono quasi decuplicate (da 32 a 288 milioni) e superano i 535 milioni considerando anche le strutture ricettive extra-alberghiere, in forte sviluppo negli anni più recenti. Tra i passaggi salienti di questa straordinaria evoluzione, la nascita del turismo di massa negli anni ’60 – col raddoppio delle presenza in un decennio –  favorito dal boom economico e dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, alcune battute d’arresto come la contrazione del 52,3% nel 2020 per la pandemia da Covid-19, concentrata nella componente straniera, e l’accelerazione dell’internazionalizzazione, favorita dal trasporto aereo low-cost, con una quota di presenze estere che tra il 1990 e il 2025 cresce dal 33,6 al 55,3% del totale. A certificarlo è il report a cura dell'Istat "Dal Gran Tour al turismo di massa".

Nell’800 il turismo è un fenomeno d’élite, ma offre un contributo importante alla Bilancia dei pagamenti dell’Italia, meta privilegiata dei visitatori stranieri. Dopo l’Unità, i saldi dai flussi valutari generati dai turisti esteri in rapporto al Pil crescono in misura rilevante e tra fine ‘800 e la Prima guerra mondiale (con un’economia di dimensioni ridotte e uscite modeste) superano il 2% del Pil, restando sempre positivi anche in seguito, pure se più contenuti: le entrate, annullate durante la Seconda guerra mondiale, riprendono infatti a salire dagli anni ’60, con cadute in presenza delle crisi; a partire dagli anni ’90 crescono anche le spese dei turisti italiani all’estero, e i saldi dei viaggi negli anni più recenti si mantengono intorno all’1% del Pil.

Fino al 1957 solo comparto alberghiero. Dal 1987 esclusi gli alloggi privati non iscritti al Rec, dal 1996 inclusi gli agriturismi e dal 1999 i bed and breakfast. Per continuità con la serie precedente, il dato 2025 sul totale esercizi è al netto degli alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale.

L’apporto del turismo al saldo della Bilancia dei pagamenti resta quindi importante anche oggi, ma assai più rilevante è quello complessivo all’economia: secondo il Conto satellite del turismo, infatti, nel 2023 le attività turistiche hanno dato un contributo diretto al Pil del 5,0%, e un ulteriore 4,6% di natura indiretta, ascrivibile agli effetti della domanda turistica sugli altri settori produttivi. La crescita del turismo italiano si inserisce in un contesto di forte espansione dei flussi turistici in Europa, dove il nostro Paese ha storicamente un ruolo da protagonista.

Nel 1995, con 286 milioni di notti trascorse, l’Italia era la prima destinazione dell’Unione europea per numero di presenze (totali e straniere) negli esercizi ricettivi; nel 2024 è superata – in totale e soprattutto per la componente estera – dalla Spagna e seguita a poca distanza da Francia e Germania, dove però il contributo della componente nazionale è molto più elevato.

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