Turismo /2. Prenotazioni online raddoppiate in sei anni
Italia al terzo posto, preceduta soltanto da Francia e Spagna
Secondo il rapporto "Dal Grand tour al turismo di massa" a cura dell'Istat (leggi notizia EFA News), la provenienza dei turisti stranieri in Italia è cambiata considerevolmente. Nel 1962, quando le presenze straniere rappresentavano poco più del 30% del totale, quasi l’85% di queste originavano da sette Paesi, e la Germania da sola rappresentava quasi quattro presenze straniere su dieci; nel 2025 (con le presenze straniere divenute maggioritarie) il 42% proviene da altri Paesi, e la quota extra-europea rappresenta un quarto del totale.
Nel 1962, i tre quarti delle presenze turistiche erano concentrate in sette regioni del Centro-Nord: Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Lombardia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Lazio, mentre quelle nel Mezzogiorno rappresentavano appena l’11,7% del totale; nel 2025 continua a persistere una forte concentrazione dei flussi turistici, ma raddoppia il peso del Mezzogiorno e si riduce sensibilmente la quota di Emilia-Romagna e Liguria.
L’aumento della componente straniera ha contribuito a modellare le direttrici dei flussi turistici: nel 1962 era maggioritaria solo in Trentino-Alto Adige e Lazio, e oggi rappresenta oltre la metà delle presenze in 11 regioni, pur restando concentrata in poche. Tra il 2015 e il 2025 Roma, Milano, Venezia e Firenze si confermano stabilmente ai primi quattro posti per numero di presenze e accrescono di tre punti percentuali il proprio peso sul totale nazionale, al 17,2%. L’incremento di quota è interamente ascrivibile a Roma che, da sola, nel 2025 ha totalizzato il 9,4% delle presenze complessive; nello stesso periodo, Napoli migliora la propria posizione, passando dal 15° al 12° posto della graduatoria dei comuni con il maggior numero di presenze. Nei principali comuni prevalgono nettamente le presenze dei turisti stranieri, che nel 2025 rappresentano oltre i tre quarti del totale a Roma, Milano, Venezia e Firenze, e poco più del 60% a Napoli.
Nel medesimo arco temporale, limitatamente alle tipologie ricettive rilevate in modo omogeneo nel periodo considerato, diminuisce di 7 punti il peso degli esercizi alberghieri (a circa il 60%), e aumenta in maniera equivalente quello degli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale (al 16,7%). Le quote delle altre tipologie ricettive rimangono invece sostanzialmente stabili: campeggi e villaggi turistici intorno al 15%, agriturismi intorno al 3,5%, B&B all’1% e tutto il resto, tra cui rifugi, case per ferie e ostelli, intorno al 4%.
Uno dei fenomeni più significativi degli ultimi anni è la rapida diffusione degli alloggi turistici commercializzati attraverso le piattaforme digitali. Questi hanno ampliato le possibilità di promozione e prenotazione in particolare delle abitazioni destinate ai brevi soggiorni, favorendo l’ingresso nel mercato turistico di un numero crescente di alloggi precedentemente esclusi dai circuiti tradizionali della ricettività e contribuendo ad ampliare e diversificare l’offerta.
In Italia, nei sei anni tra il 2018 e il 2024 le notti prenotate in alloggi tramite le principali quattro piattaforme (Airbnb, Booking.com, Expedia Group e TripAdvisor) sono quasi raddoppiate (+92%), passando da circa 66 a quasi 127 milioni. La pandemia rappresenta un’interruzione brusca ma temporanea di questa crescita: nel 2020 i pernottamenti scendono a 30,3 milioni (-60% rispetto al 2019), per poi recuperare rapidamente e superare già nel 2022 i livelli pre-pandemici, raggiungendo un nuovo massimo storico nel 2024 .
Un elemento particolarmente significativo riguarda la composizione della domanda: in Italia circa tre notti su quattro prenotate tramite tali piattaforme sono riconducibili a clienti stranieri, una quota rimasta sostanzialmente stabile nel tempo, ad eccezione del biennio 2020-2021, per effetto delle restrizioni ai viaggi internazionali: si tratta di un’incidenza nettamente superiore sia alla quota di presenze straniere, sia alla media europea, poco oltre il 60%.
Il fenomeno nazionale presenta caratteristiche analoghe nel contesto europeo: tra il 2018 e il 2024 nel complesso dell’Ue27 le notti prenotate tramite piattaforme sono passate da 442 a oltre 854 milioni (+93%). In questo scenario l’Italia si colloca stabilmente al terzo posto, alle spalle di Francia e Spagna, con una dinamica di crescita sostanzialmente in linea con la media europea.
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EFA News - European Food Agency