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Giappone taglia Iva per cibo e bevande

Tokyo e Washington fanno fronte comune per rafforzare lo yen ai minimi storici

Una rarità assoluta: i governi di Giappone e Usa sono intervenuti congiuntamente sul mercato dei cambi per sostenere la valutazione dello yen e prevenire la volatilità eccessiva della divisa nipponica, come confermato dal ministro delle Finanze Satsuki Katayama.

Le autorità giapponesi hanno così acquistato yen e venduto dollari, dopo che lo yen era sceso al suo livello più debole degli ultimi 39 anni, sfiorando quota 164. Nel frattempo, Tokyo ha presentato un piano il cui obiettivo è abbattere l'aliquota Iva su cibo e bevande, portandola dall'8% all'1% ed azzerandola di fatto per due anni, a partire dall'aprile 2027.

La misura dovrebbe essere approvata dal governo in settimana e confermata dal Parlamento in autunno, per un costo di circa 10.000 miliardi di yen (circa 55,10 miliardi di euro. La premier Sanae Takaichi esclude il ricorso a titoli di Stato e assicura che il taglio resterà temporaneo.

Nel frattempo la Banca centrale giapponese ha lasciato invariato il tasso di riferimento all’1%: è il massimo livello da 31 anni dopo il rialzo di giugno, tuttavia il governatore Kazuo Ueda ha annunciato la possibilità di "accelerare" i futuri aumenti, citando tra i fattori di rischio, oltre alla menzionata debolezza dello yen, la domanda di intelligenza artificiale e le tensioni in Medio Oriente.

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EFA News - European Food Agency
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