Castagno e noce: biosensori per migliorare produttività
Sperimentazione Fem in corso in Trentino all'insegna dell'intelligenza artificiale
La sensoristica di precisione e l'intelligenza artificiale stanno rivoluzionando la ricerca agronomica e il Trentino diventa sempre più un laboratorio a cielo aperto per la raccolta di informazioni e dati utili a migliorare la gestione delle colture. La Fondazione Mach ha installato diversi biosensori per approfondire la conoscenza dei fabbisogni idrici e nutrizionali del castagno e del noce. Queste tecnologie si stanno sperimentando nei castagneti di Albiano e Storo e nei noceti del Bleggio per monitorare i parametri fisiologici che sono in continua evoluzione a causa dell’innalzamento delle temperature e delle alterazioni nelle precipitazioni provocate dai cambiamenti climatici in atto.
L’attività si inserisce all’interno di un nuovo progetto triennale di ricerca denominato Big (Benessere in Guscio), finanziato con fondi Pnrr attraverso il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, finalizzato all'efficientamento della produzione di frutta a guscio, che coinvolgerà fino al 2028 oltre alla Fem altri 14 partner tra enti di ricerca, privati e associazioni.
L'intervento della Fondazione si concentra su tre principali filoni di ricerca: la caratterizzazione genetica delle varietà ed ecotipi più rappresentativi del nostro territorio; l’implementazione di modelli di gestione agronomica di precisione, supportati dall’AI, trasferibili un domani ai produttori; lo sviluppo di metodiche per il riutilizzo di scarti di produzione e gestione, come foglie, ricci e scarti di potatura, in un’ottica di economia circolare.
"L’obiettivo", spiega Luisa Palmieri, ricercatrice dell’Unità di Biotecnologie dei Prodotti Naturali del Centro Ricerca e Innovazione Fem, "è fornire al mondo produttivo delle linee guida e dei sistemi all’avanguardia utili ad una gestione sempre più efficiente e sostenibile del castagneto e del noceto, al fine di mantenere un livello quantitativo e qualitativo ottimale e di valorizzare al meglio queste due produzioni caratterizzanti il nostro territorio".
In questo progetto la Fem è supportato da diverse realtà del territorio quali il Comune di Albiano, il Miglioramento Fondiario di Albiano, l’Ecomuseo dell’Argentario e la Confraternita del Noce del Bleggio, e si avvale di una costante collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell'Università di Bologna.
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