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Aggregazione e innvovazione in nome del vino italiano

L'intervento di Italian Wine Brands a convegno UniFirenze

Italian Wine Brands (“IWB”), il più grande Gruppo vinicolo italiano quotato in Borsa, è stato protagonista al 2° Convegno congiunto SIDEA-SIEA-CeSET dal titolo “Territori rurali in transizione: politiche, innovazioni e futuri possibili”, in programma dall’1 al 4 settembre presso il Campus di Novoli dell’Università degli Studi di Firenze.

Il presidente e amministratore delegato di Italian Wine Brands, Alessandro Mutinelli, è intervenuto nell’ambito della plenaria dedicata alle leve che il sistema agroalimentare italiano può utilizzare per crescere, innovare e rafforzare la propria competitività. Il confronto, dal titolo “Dal prodotto al sistema: traiettorie di innovazione per la competitività delle imprese e del territorio”, è stato moderato da Stefanella Stranieri dell’Università di Milano, insieme a Federico Desimoni, Direttore del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena. 

Al centro dell’intervento di Mutinelli l’esperienza di Italian Wine Brands come modello di aggregazione in un settore caratterizzato da una forte frammentazione, nel quale la piccola dimensione rappresenta allo stesso tempo un elemento distintivo, per specializzazione, identità e legame con il territorio, e una possibile limitazione quando si tratta di affrontare mercati sempre più internazionali e competitivi. La storia di IWB rappresenta, in questo senso, un esempio di come sia possibile combinare identità e scala: preservare le caratteristiche distintive delle singole realtà e dei territori e, contemporaneamente, mettere a sistema competenze e strumenti in ambiti quali produzione, logistica, pianificazione, controllo di gestione, marketing internazionale, finanza, digitale e distribuzione. 

Partendo dalla quotazione del 2015, oggi IWB si distingue per essere una vera public company che opera in tutti i canali (on-trade, off-trade ed on-line), distribuendo circa 160 milioni di bottiglie in oltre 95 Paesi nel mondo, in tutti e cinque i continenti, con un portafoglio di oltre 70 brand proprietari e private labels divisi per fasce di prodotto.

L’intervento di Mutinelli si è poi concentrato sul concetto di innovazione aldilà della sola dimensione tecnologica. Per IWB innovare significa anche ripensare il modo di pianificare e prendere decisioni, leggere i mercati, gestire la supply chain, utilizzare i dati, sviluppare le competenze e razionalizzare attività e processi, concentrando risorse e investimenti sulle aree in grado di generare maggiore valore.

In uno dei passaggi del proprio intervento, Mutinelli ha ribadito come “nel vino non dobbiamo scegliere tra piccolo e grande, tra identità e scala, ma la sfida è preservare ciò che rende unico il nostro sistema (territori, prodotti, competenze e storie) mettendogli però a disposizione gli strumenti necessari per competere su scala globale. Per questo l’innovazione non è soltanto tecnologia: è anche capacità manageriale, semplificazione, organizzazione, utilizzo dei dati, sviluppo dei brand e scelta dei mercati e dei canali sui quali investire. La grande dimensione deve servire a portare più lontano l’identità dei nostri territori, non a sostituirla”.

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EFA News - European Food Agency
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