I grandi allevamenti non sono "industria"
Parlamento UE conferma revisione della direttiva sulle emissioni industriali
La Commissione Agricoltura Ue ha appena adottato, a larga maggioranza, il proprio parere sulla proposta della Commissione europea di revisione della Direttiva sulle emissioni industriali (IED). La Commissione, fanno presente Copa e Cogeca in un comunicato, ha ribadito "la conclusione principale raggiunta dal Parlamento europeo nel 2023: l'ambito di applicazione della IED per le attività di allevamento non è idoneo a una direttiva concepita per i grandi impianti industriali inquinanti". L'adozione della relazione dell'eurodeputata Christine Singer (DE, RE) sostiene la semplificazione della IED per quanto riguarda il settore zootecnico: "si tratta di una posizione che Copa e Cogeca difendono da anni, evidenziando le problematiche e le difficoltà che la revisione proposta dalla Commissione comporterebbe sul campo".
il parere della Commissione Agricoltura (AGRI) secondo le due organizzazioni, "è favorevole a un ritorno alle soglie originali della IED: oltre 40.000 posti per pollame, 2.000 posti per suini e 750 scrofe. Propone, inoltre, procedure di registrazione più semplici: la gestione digitale dei dati, l'eliminazione della duplicazione di informazioni già fornite nell'ambito della Politica Agricola Comune o di altra normativa, nonché metodi di monitoraggio adeguati alle specificità biologiche ed economiche dell'allevamento".
La Commissione, prosegue la nota di Copa Cogeca, "ha inoltre adottato un compromesso per semplificare la regola di aggregazione. Sebbene riteniamo che tale regola possa essere ulteriormente semplificata, si tratta comunque di un passo avanti significativo".
La Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, aggiungono le due organizzazioni degli agricoltori UE, "dovrebbe ora tenere pienamente conto del messaggio chiaro lanciato dagli eurodeputati responsabili dell'agricoltura: l'allevamento non deve essere trattato automaticamente come un'attività industriale e la semplificazione deve tutelare la sostenibilità economica, la competitività e la diversità delle aziende agricole europee".
"Va ricordato - conclude la nota - che, se rimanesse invariata al termine dell'iter legislativo, la IED rivista imporrebbe oneri amministrativi, finanziari e di investimento sproporzionati alle aziende agricole a conduzione familiare e agli altri operatori di piccole e medie dimensioni. In ultima analisi, ciò rischierebbe di accelerare la concentrazione del mercato, indebolire la capacità produttiva dell'UE e spostare i consumi verso le importazioni, senza tuttavia generare benefici ambientali proporzionati. In sostanza, si potrebbe ottenere l'esatto opposto dell'effetto auspicato"
EFA News - European Food Agency