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Riso/2. Copagri: difendere confini commerciali della qualità e puntare su ricerca

Il presidente Battista a confronto con la premier Meloni in occasione dell’inaugurazione di Risò

“Quello del riso italiano è un modello di sviluppo che dimostra chiaramente come si possa essere dei grandi e autorevoli attori globali rimanendo al contempo custodi del proprio territorio; un modello di assoluta eccellenza, da tutelare e promuovere con ogni mezzo, difendendo i confini commerciali della qualità e puntando sulle innumerevoli possibilità offerte dalla ricerca e dall’innovazione”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Tommaso Battista in occasione dell’odierna inaugurazione di Risò (leggi notizia EFA News), durante la quale ha avuto modo di confrontarsi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Continuare a fare sistema per premiare l’elevata qualità e la grande biodiversità della risicoltura nazionale deve essere un imperativo categorico per proteggere l’oro bianco d’Europa e garantire un futuro di crescita sostenibile alla risicoltura”, ha aggiunto il presidente, ricordando “il primato dell’Italia nell’UE sia in termini di superfici coltivate, con oltre 230mila ettari in leggero calo su base annua, che di quantità, visto che il nostro paese, con circa 1,5 milioni di tonnellate, rappresenta quasi la metà della produzione comunitaria”.

“Questi numeri, decisamente rilevanti e favorevoli, sono però messi a serio rischio da una pressione competitiva senza precedenti, che ha costretto la filiera a confrontarsi con una contrazione delle esportazioni di quasi il 9% in volume, cui ha fatto da contraltare un significativo incremento delle importazioni, cresciute di poco meno del 30%, sempre in volume”, ha continuato Battista, puntando il dito sulle concessioni a dazio zero di cui beneficiano i paesi meno avanzati, come Cambogia e Myanmar.

“Questa dinamica genera un sovra stoccaggio nei magazzini europei, andando conseguentemente a schiacciare la redditività dei nostri agricoltori”, ha fatto notare il presidente, spiegando che “nonostante la recente conferma da parte del Parlamento Europeo del meccanismo di salvaguardia automatica con il tetto del 45% per l’import agevolato, resta ancora molto lavoro da fare per tutelare la risicoltura nazionale”.

“Per questo, al Parlamento Europeo chiediamo di non accettare concessioni unilaterali che penalizzano chi investe in Europa, ma di pretendere il rispetto del fondamentale principio della reciprocità, facendo sì che chi esporta nel mercato unico europeo rispetti i medesimi e rigidi standard ambientali, sanitari e sociali che vengono imposti ai produttori italiani ed europei”, ha concluso Battista, che nella prima giornata di lavori vercellesi ha inoltre avuto modo di confrontarsi, tra gli altri, con il sottosegretario all’agricoltura Patrizio La Pietra e con il presidente del Crea Andrea Rocchi.

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EFA News - European Food Agency
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