Commodity/3. Il packaging food gioca al rialzo
Alluminio e plastica trainano verso l'alto il settore: dinamiche eterogenee per frutta secca e legumi
A Commodity Agrifood, evento che si è svolto ieri al Tecnopolo di Bologna (leggi notizia EFA News) gli esperti di Areté, oltre ad avere analizzato le principali performance di zucchero, caffè, cacao, ma anche di materie prime affette da endemica incertezza (leggi articolo EFA News) hanno analizzato altri settori come frumento (leggi articolo EFA News,), frutta, legumi ma anche il packaging, tutte materue prime al centro dell'evento organizzato da Aretè e Unione italiana food al Tecnopolo id Bologna.
Frutta secca (nocciole, mandorle, pistacchi, uva passa, anacardi, arachidi, noci)
La campagna 2025/26 della frutta secca è stata caratterizzata da dinamiche eterogenee tra le principali referenze. Nocciole e uva passa si sono distinte per livelli di prezzo particolarmente elevati a inizio campagna, sostenuti dalle criticità produttive sui raccolti 2025 in Turchia, a cui ha fatto seguito un progressivo ridimensionamento delle quotazioni guidato dal rallentamento della domanda di prodotto turco.
Significative tensioni hanno interessato anche i pistacchi, sostenuti nel 2025/26 da una domanda europea robusta di prodotto statunitense e dalle difficoltà commerciali dell’Iran, aggravate dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A differenza di nocciole e uva passa, le pressioni sul mercato si sono intensificate nella fase di passaggio alla campagna 2026/27: le aspettative di una marcata riduzione delle produzioni negli Stati Uniti e in Iran, insieme a una campagna turca di scarica inferiore alle attese, prospettano disponibilità limitate e un mercato destinato a rimanere tra i più tesi dell’intero comparto.
Più contenuta la volatilità sulle mandorle, con prezzi nel corso della campagna 2025/26 relativamente stabili su livelli storicamente elevati, a fronte di un’offerta inferiore alle aspettative e di una domanda estera solida. Gli equilibri tra domanda e offerta attesi per la campagna 2026/27, pressoché in linea a quelli della campagna precedente, ancorano il mercato ai nuovi livelli di prezzo raggiunti.
In direzione opposta si sono mosse arachidi e noci nel corso della campagna 2025/26, con trend di ribasso alimentati da elevati livelli di offerta. Per le arachidi, i raccolti record 2025 negli Stati Uniti e in Argentina hanno spinto le quotazioni ai minimi dal 2018, mentre le noci hanno registrato un progressivo calo per un’offerta USA superiore alle attese in un contesto di crescente competizione del prodotto cinese sul mercato dell'export. I primi movimenti del 2026/27 mostrano tuttavia segnali di inversione per entrambe le referenze, con prezzi sostenuti da livelli di offerta previsti in riduzione.
Legumi (ceci, lenticchie, piselli)
Nel 2025/26 i mercati di lenticchie, ceci e piselli sono stati caratterizzati da produzioni globali record, sostenute dal recupero delle rese e dall’ampliamento delle superfici nei principali Paesi produttori. La crescita dell’offerta ha favorito la ricostituzione delle scorte, nonostante una domanda globale strutturalmente crescente e politiche commerciali sempre più dinamiche.
Packaging (alluminio, acciaio, carta, plastica, vetro)
Dopo un inizio 2026 caratterizzato da una sostanziale debolezza dei prezzi (con l’eccezione dell’alluminio in tensione da metà 2025) l’inizio del conflitto USA-Iran ha determinato volatilità rialzista sulla maggior parte dei mercati industriali, estremamente sensibili alle dinamiche energetiche. I mercati maggiormente impattati sono stati quelli dell’alluminio e della plastica, anche in considerazione della rilevanza dei Paesi coinvolti nella produzione e nell’esportazione di tali materie prime.
Nel comparto dell’alluminio, i Paesi del Golfo rappresentano circa l’8% della produzione mondiale, con una quota di oltre l’80% destinata all’export. La contrazione della produzione registrata nell’area a seguito dei danni alle infrastrutture produttive e delle difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime necessarie ai processi di produzione ha contribuito ad aumenti delle quotazioni dell’alluminio sul mercato LME, di oltre il 27% dall’inizio del conflitto fino a giugno, quando sono stati toccati i massimi dal 2022.
Rialzi ancora più pronunciati si sono registrati nel comparto della plastica, dove l’incremento dei costi delle principali materie prime, in particolare petrolio, nafta ed etilene, alla base della produzione dei polimeri, si è sommato alle interruzioni e alle difficoltà nelle esportazioni di prodotti chimici e plastici provenienti dalle aree direttamente o indirettamente coinvolte nel conflitto. Tali dinamiche hanno spinto i prezzi dei polimeri vergini ai livelli più elevati dal 2022, con i prezzi nazionali del PP e del PE che, tra marzo e giugno, hanno registrato aumenti superiori del 90%; +70% i rincari sul PET. Sebbene da giugno il mercato abbia registrato una fase di correzione sulla scia di un rallentamento della domanda – inizialmente supportata da effetto panico – e di un aumento della disponibilità da origini alternative, il mercato rimane vulnerabile ed esposto alle persistenti tensioni sul comparto degli energetici.
Anche i mercati dell’acciaio, della carta e del vetro, caratterizzati da processi produttivi fortemente energivori, hanno risentito dell’aumento dei costi di gas ed energia, progressivamente trasferitisi sui costi di produzione e, conseguentemente, sui prezzi dei prodotti finiti, nonostante uno scenario di consumi ancora debole. Nel comparto dell’acciaio, la dinamica rialzista dei prezzi è stata ulteriormente sostenuta dal rafforzamento delle misure di difesa commerciale in UE. In tale contesto, le quotazioni dell’HRC hanno registrato da gennaio 2026 un incremento del 16%.
EFA News - European Food Agency