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Uova, la metà in UE proviene dall'Ucraina

Malmström: non vedo, non sento, non parlo

Risposta evasiva della Commissione a un'interrogazione parlamentare.

Risposta fornita dalla sig.ra Cecilia Malmström a nome della Commissione europea (7.3.2019). 

Poiché il settore delle uova è considerato sensibile nell'Unione europea, l'accordo di associazione con l'Ucraina non liberalizza completamente le importazioni di uova da tale paese verso l'UE. Sono state invece messe a disposizione quote tariffarie a tariffa zero (TRQ) di un volume limitato per le uova e le albumine importate dall'Ucraina nell'UE. 

Le importazioni che superano il volume di TRQ sono consentite, ma richiedono il pagamento dell'intero dazio (nazione più favorita). Anche se i volumi TRQ non vengono superati, l'importatore ha la possibilità di importare al di fuori del TRQ con riserva del pagamento del dazio. La Commissione non riceve alcuna informazione sul motivo per cui un importatore sceglie di importare al di fuori del TRQ. 

Secondo le statistiche commerciali dal 2014, quando i TRQs hanno iniziato ad essere attuati, la Lettonia è il principale importatore di uova dall'Ucraina, mentre la Polonia ha importato uova dall'Ucraina solo nel 2016. La Commissione non ha informazioni sul motivo per cui gli operatori di alcuni Stati membri decidono di importare uova dall'Ucraina o no. La strategia globale per il ravvicinamento della legislazione sanitaria, fitosanitaria e sul benessere degli animali dell'Ucraina, una volta adottata dal sottocomitato di gestione sanitario e fitosanitario UE-Ucraina, sarà inclusa nell'allegato V dell'accordo di associazione, a norma dell'articolo 64, paragrafo 4 dell'Accordo di associazione. 

Per quanto riguarda il benessere degli animali, l'adozione da parte dell'Ucraina della legislazione necessaria è prevista per il 2018 o il 2019 con effetto immediato o entro un periodo transitorio.


Di seguito l'interrogazione dell'On. Tom Vandenkendelaere (PPE), del 24/12/2018.

Oggetto: importazione delle uova dall'Ucraina.

La componente commerciale dell'accordo di associazione UE-Ucraina prevede tra l'altro la possibilità di importazioni (e esportazioni) di uova e prodotti a base di uova. L'Ucraina si è impegnata a rispettare le norme europee sul benessere degli animali per i polli entro cinque anni. Dall'entrata in vigore dell'accordo, le importazioni di uova dall'Ucraina sono aumentate esponenzialmente, passando da 163 tonnellate (2014) a 3.665 tonnellate (2015) e 8.043 tonnellate nel 2016. 

A causa di (sospetti) problemi con il fipronil, la cifra è diminuita nel 2017. Nel 2018 (cifre fino a ottobre), le importazioni ammontavano a 12.218 tonnellate, pertanto oltre la metà di tutte le uova importate in Europa proveniva dall'Ucraina.

- Perché le importazioni "fuori quota" provengono anche dall'Ucraina? Alla luce delle cifre sopra esposte, queste importazioni non dovrebbero essere limitate? 

- Perché, secondo i dati della Commissione, la Polonia non importa un solo uovo dall'Ucraina? 

- Quali progressi ha compiuto l'Ucraina in merito al rispetto degli impegni assunti in materia di benessere degli animali e rispetterà la scadenza concordata?

agu - 6819

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