Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube

Dieta Eat-Lancet, per il Governo italiano è pericolosa

La Farnesina giudica inopportuno il coinvolgimento dell'OMS nell'iniziativa

"L'OMS non dovrebbe essere coinvolta in questa iniziativa". E' una bocciatura senza appello, quella che arriva con un comunicato stampa ufficiale della Rappresentanza Italiana della Farnesina presso gli Organismi internazionali a Ginevra. L'iniziativa è nata dopo la diffusione din un SaveDate che invita il prossimo 28 marzo presso il Palazzo delle Nazioni di Ginevra a una presentazione del rapporto della “EAT-Lancet Commission” su “Healthy Diets from Sustainable Food Systems”, sponsorizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). 

La dieta è stata lanciata con grande dispiego di risorse lo scorso gennaio (vedi il canale inglese di EFA News dell'11/1/2019). L’iniziativa EAT si qualifica come una “startup no-profit” dedicata alla trasformazione del sistema alimentare mondiale attraverso “science, impatient disruption and novel partnership”. Il rapporto auspica la transizione verso un nuovo sistema globalizzato di produzione e consumo del cibo, attraverso un controllo centralizzato delle nostre scelte alimentari. Nel reintrodurre e rafforzare la distinzione controversa e non scientifica tra cibi “salubri e dannosi”, la Commissione EAT-Lancet descrive gli elementi caratterizzanti di una “dieta sana universale di riferimento”, basata su un incremento a livello mondiale della produzione e del consumo dei cibi ritenuti “salubri” (frutta, verdura, cereali integrali, legumi e frutta secca) ed una drastica riduzione, o totale eliminazione, del consumo dei cibi ritenuti dannosi (in particolare di carne rossa, di cui viene consigliato un consumo medio giornaliero di appena 14 grammi, ma anche di carne bianca, di zuccheri e cereali raffinati).

Le prime perplessità della nostra Rappresentanza Diplomatica riguardano i temi nutrizionali: "È difficile valutare le conseguenze sulla salute pubblica ma è stato già sottolineato da molti come il regime alimentare suggerito dalla Commissione sarebbe fortemente deficitario dal punto di vista nutrizionale e, pertanto, potenzialmente dannoso, nel lungo periodo, per la salute umana". Quindi, precisa il comunicato, "una dieta standard per l’intero pianeta, senza tenere in considerazione l’età, il sesso, il metabolismo, lo stato generale di salute e le abitudini alimentari di ciascun individuo, non trova alcuna giustificazione scientifica. Inoltre, implicherebbe la distruzione di diete salutari e tradizionali millenarie, che sono parte del patrimonio culturale e dell’impianto sociale di molti Paesi".

Ma il giudizio si fa ancora più netto sulle conseguenza economiche e sociali. Ben più chiare, prosegue il comunicato,  "appaiono invece le conseguenze di una simile “transizione” dal punto di vista economico: la “rivoluzione” del sistema alimentare auspicata dalla Commissione EAT-Lancet condurrebbe ad una fase di depressione economica, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Consigliamo la lettura delle dichiarazioni del Ministro dell’Agricoltura dell’Etiopia sul tema, che conclude affermando “My hope is that the report, given the attention it’s receiving, can provide an opening for a more productive exchange on the role of livestock in the developing world. In fact, I’d like to invite you to take a drive in the Ethiopian countryside. You will see a world where livestock are not part of the problem. They are part of the solution. It’s a much larger, more complex and promising world than the one depicted in the report.” La totale o quasi totale eliminazione degli alimenti di origine animale (in particolare carne e prodotti dell’industria casearia) significherebbe la fine dell’allevamento bovino e di diverse altre attività correlate alla produzione di carne. Inoltre, tutte le imprese che producono alimenti o bevande che gli autori del rapporto classificano impropriamente come “insalubri” sarebbero costretti a ritirare tali prodotti dal mercato e a diversificare il loro business. Tali sconvolgimenti interesserebbero tutti i produttori di carne, latte, formaggi, dolci e diversi altri alimenti, con conseguenze drammatiche per l’economia di molti Paesi, ivi inclusa la perdita di milioni di posti di lavoro e la morte di migliaia di piccole e medie imprese, anche nei Paesi in via di sviluppo".

Il rapporto EAT-Lancet è stato prodotto da una Commissione formata da 37 membri, che partecipano in qualità di esperti indipendenti. Tuttavia diverse critiche sono state mosse all’effettiva indipendenza della Commissione, alla luce dei collegamenti dell’iniziativa in parola con importanti organizzazioni finanziarie ed economiche: EAT-Forum è stato fondato dalla Fondazione Stordalen, finanziata, tra gli altri, dal Wellcome Trust. Un importante partenariato di EAT-Forum è stato istituito con FReSH (Food Reform for Sustainability and Health), una delle principali iniziative del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), che raggruppa alcune delle più grandi multinazionali nei settori alimentare, farmaceutico, chimico e del bio-tech.

Lo stesso rapporto EAT-Lancet riconosce espressamente il finanziamento da parte del Wellcome Trust, ivi incluso il sostegno finanziario al segretariato per il coordinamento del lavoro della Commissione e per le spese di viaggio, vitto ed alloggio dei suoi membri in occasione dei relativi incontri, e conferma che tutti gli autori hanno ricevuto finanziamenti da EAT e dal Wellcome Trust.

A questo link è possibile scaricare il comunicato completo: https://italiarappginevra.esteri.it/rappginevra/it/ambasciata/news/dall-ambasciata/2019/03/comunicato-stampa-sul-lancio-del.html

agu - 7032

© EFA News - European Food Agency Srl