Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Rigamonti chiude il 2020 con fatturato in crescita pari a 135 mln (+7%)

Il gruppo annuncia investimenti per 25 mln e punta al raddoppio della produzione in 5 anni

L'azienda valtellinese leader del settore bresaola lancia la prima Carta delle Bresaole: un vademecum dedicato ai consumatori, per scoprire il mondo di questo prodotto tipico a partire da origine, gusto e caratteristiche delle carni in base alle razze, con consigli e schede di degustazione, abbinamenti e ricette taylor made.

Rigamonti punta sempre di più su qualità totale, filiere certificate e diversificazione di gamma. Dopo la sinergia avviata con Coldiretti per valorizzare l’“oro rosso”piemontese all’interno della filiera 100% italiana, il leader mondiale della Bresaola (135 mln di fatturato nel 2020, +7% sul 2019) lancia ora la sua prima “Carta delle Bresaole”: un vademecum dedicato ai consumatori, per scoprire il mondo della Bresaola a partire da origine, gusto e caratteristiche delle carni in base alle razze, con schede di degustazione, abbinamenti e ricette taylor made. Il vademecum, scaricabile da oggi dal sito www.rigamontisalumificio.it, è stato realizzato in collaborazione con il giornalista enogastronomico Marco Bolasco, che ha curato il panel sensoriale delle Bresaole, e Angela Simonelli, food designer che ha firmato le dieci ricette inedite. Uno strumento che invita alla sperimentazione di un salume versatile, declinabile in numerose varianti.

Perché non esiste solo una ma tante Bresaole. Non solo la Bresaola della Valtellina IGP (quarto tra i salumi Dop e Igp in Italia per valore alla produzione, per il Gruppo Rigamonti vale circa il 50% del fatturato), particolarmente apprezzata dagli italiani per la sua magrezza e il suo sapore distintivo, e nel caso di Rigamonti realizzata per il 90% con un taglio di prima scelta: la punta d’anca di Zebù sudamericano. Ma anche Bresaola certificata 100% italiana 4 IT da razze nostrane (come Bruna Alpina e presto la Fassona) con caratteristiche note speziate e pepate e da gustare in fette più spesse. Per chi cerca sapori più decisi c’è bresaola di Black Angus – da Australia, Usa o UK - più marezzata (con un pizzico di “grasso” in più) e per questo ancora più gustosa, corposa e avvolgente. Ma anche quella sudamericana di Angus, con note erbacee e lievemente speziate, perfetta in abbinamento a una marmellata di arance amare. Infine la Gran Fesa Rigamonti da bovini di razze europee Charolaise e Limousine, equilibrata e dal finale sapido e lievemente amaro, da gustare magari accanto a miele, caprino e erba cipollina sorseggiando una birra in stile blanche. Al vademecum si affiancherà una campagna social sui canali Facebook e Instagram di Rigamonti e una pagina ad hoc dedicata ai consumatori sul nuovo sito web dell’azienda, ripensato nei contenuti e nella veste grafica.

Per Claudio Palladi, ad Rigamonti: “Con questo vademecum vogliamo far conoscere ai consumatori in maniera piena e trasparente la nostra gamma di bresaole e la loro origine. Ma anche le loro differenti caratteristiche e le sfumature di gusto, a seconda delle razze bovine utilizzate e della loro provenienza. E’ fondamentale non demonizzare la provenienza estera della materia prima: i quantitativi di carne italiana destinati alla Bresaola - oggi pari a 700 tonnellate di cui 500 acquistate da Rigamonti – non saranno mai in grado di soddisfare l’intero mercato. Senza la materia prima estera non esisterebbe la Bresaola. Quello che conta è il percorso di qualità totale intrapreso nella selezione della carne estera, nella scelta di fornitori certificati, unito alla ferma volontà di proseguire nella valorizzazione delle razze italiane. Questi due concetti non sono in antitesi ma vanno di pari passo. Ad oggi siamo gli unici sul mercato a visitare personalmente le fazendas in Brasile e ad attuare per la carne sudamericana un controllo di filiera certificato CSQA per l’allevato pascolo e all’aperto, che nel 2020 ha registrato un +10%. Così come siamo gli unici a produrre in accordo con Coldiretti la Bresaola da filiera 100% italiana (4IT), con animali nati, allevati, macellati e lavorati in Italia: una nicchia cresciuta del 20% nell’ultimo anno ma che può e deve crescere ancora”.

Quella della filiera italiana è una grande sfida per Rigamonti, considerata la limitazione della materia prima. “Oggi – spiega Palladi - lavoriamo 500 tonnellate di carne italiana, pari al 4% della nostra produzione, ma sono convinto che grazie alla sinergia avviata con Coldiretti sarà possibile superare le mille tonnellate. Tra le novità a cui stiamo lavorando c’è anche la valorizzazione della filiera della Fassona Piemontese, che arriverà sul mercato entro fine anno. Con la messa a regime di questa filiera entro il 2023 arriveremo a preparare con carne italiana il 10% delle 60mila bresaole da noi prodotte ogni settimana”.

Galleria fotografica Bresaola
agu - 18039

EFA News - European Food Agency
Simili