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Vendemmiata Romana: l'antico rituale rivive nell'Orto Botanico

Domenica 13 settembre, la 5° edizione del tradizionale evento

Dopo le magiche serate di Roma Hortus Vini che hanno dato l’opportunità al grande pubblico di vedere la magnificenza del Vigneto Italia, Luca Maroni e Francesca Romana Maroni tornano ad animare gli spazi dell’Orto Botanico di Roma con un evento che vede protagonista, ancora una volta, lo straordinario museo ampelografico in uno dei suoi momenti stagionali più importanti: la vendemmia. Domenica 13 settembre, infatti, andrà in scena la V° edizione di Vendemmiata Romana e l’Orto Botanico, per tutta la giornata, vivrà di canti, balli, risate e colori che tradizionalmente accompagnano la raccolta dell’uva. Dalle 9:00 alle 18:30, adulti e bambini potranno partecipare a giochi, laboratori creativi e didattici in tema vino-vite-vigna e visite guidate tra le bellezze del giardino trasteverino.

Fulcro della kermesse sarà, ovviamente, la vendemmia in programma alle ore 12:00 che vedrà i partecipanti impegnati nella raccolta delle uve, coadiuvati e guidati dagli esperti viticoltori. Le uve raccolte, sapientemente trattate dall’azienda vinicola Federici, daranno vita alla seconda annata, la 2026, di un vino unico, il Somma Sapienza, vinificato in bianco e in rosso, che racchiuderà tutte le varietà di vitigni autoctoni coltivate tra le mura dell’Orto Botanico.

Come sempre, non mancheranno degustazioni di vino e assaggi di street food, proposti nelle apposite aree ristoro. Vendemmiata Romana sarà, ancora una volta, una grande festa popolare che tra musiche, canti e stornelli, pizzica e salterello (antiche danze della migliore tradizione popolare del Centro Italia) darà l’opportunità di trascorrere una giornata all’aria aperta, pur rimanendo a Roma, riappropriandosi di un antico rituale agreste toccando con mano i frutti maturi della generosa terra alle pendici del monte Gianicolo.

Situato all’interno dell’Orto Botanico di Roma, alle pendici del Monte Gianicolo, zona storicamente vocata alla viticoltura, il Vigneto Italia è un vero e proprio museo vivente, un unicum di biodiversità racchiuso tra le mura del giardino trasteverino. Impiantato nel 2018 da Luca e Francesca Romana Maroni, insieme all’Università La Sapienza di Roma e all’Università della Tuscia e in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, si tratta del primo vigneto al mondo che vede la coltivazione in un unico lembo di terra di circa cinquecento metri quadrati di ben 150 varietà di vitigni autoctoni provenienti da ogni regione d’Italia, dal Nord al Sud, isole comprese.

A questi si sommano 20 varietà di vitigni internazionali. Le barbatelle impiantate con il tradizionale sistema ad alberello (due per ogni vitigno) sono state coltivate in un regime biologico e biodinamico e soggette alle stesse condizioni climatiche, tra sole, vento e acqua. Un vero e proprio esperimento che nel 2022 ha dato vita al suo primo vino, il Somma Sapienza, vinificato in bianco e in rosso. A pochi passi dalle Mura Aureliane, dunque, il Vigneto Italia è un progetto ambizioso ma è anche un importante strumento didattico e scientifico che permette di osservare da vicino la resilienza e l’adattabilità della vite ma anche di conservare un inestimabile patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Non solo. Si tratta anche dell’unico progetto universitario al mondo che comporta la produzione di vino in un contesto urbano con l’utilizzo di uve coltivate in città.

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EFA News - European Food Agency
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