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CLARA MOSCHINI

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Diageo, sir Lewis si arricchisce ma c'è aria di bufera

Oltre 20 milioni al ceo se taglio costi e licenziamenti avranno esito

L'amministratore delegato di Diageo, Sir Dave Lewis, potrebbe ricevere fino a 20,02 milioni di sterline pari a oltre 23,3 milioni di euro per l'anno che si concluderà a giugno 2027. La cifra dipende da due condizioni: la prima è l'ottenimento di una performance massima, la seconda se si registrasse un aumento del 50% del prezzo delle azioni della società. 

Secondo la relazione annuale 2026 di Diageo, sono previsti quattro possibili scenari retributivi per Lewis nell'esercizio finanziario che si concluderà il 30 giugno 2027. Al livello minimo, il suo pacchetto retributivo avrebbe un valore di circa 1,87 milioni di sterline; al livello obiettivo ("target"), la cifra sale a 9,40 milioni, fino a un massimo di 15 milioni. Qualora venissero raggiunti gli obiettivi di performance massima e il prezzo delle azioni Diageo aumentasse del 50%, il totale potrebbe toccare 20,02 milioni di sterline.

L'entità del possibile pacchetto retributivo è destinata a suscitare interesse, alla luce della più ampia ristrutturazione in corso all'interno di Diageo guidata proprio da Lewis e basata su un ampio piano di rilancio aziendale, che include un nuovo modello operativo, un controllo più rigoroso dei costi e tagli al personale in tutta l'azienda. 

Lewis ha assunto la carica di amministratore delegato a gennaio 2026 (leggi notizia EFA News) subentrato all'ex ceo Debra Crew, dimessasi nel luglio 2025 durante un periodo turbolento per l'azienda, caratterizzato da incertezza economica e calo delle vendite. Lewis si è mosso rapidamente per riorganizzare l'attività dopo un periodo difficile per il più grande gruppo internazionale di alcolici al mondo. 

L'ultimo rapporto annuale di Diageo per il 2026 rivela che l'organico del colosso degli alcolici ha subito una riduzione superiore al 6% pari a quasi 2.000 posti di lavoro rispetto all'anno precedente. In termini di equivalenti a tempo pieno, il rapporto indica che al 30 giugno 2026 Diageo contava una media di 27.972 dipendenti a livello globale: tale cifra segna un calo significativo rispetto ai 29.860 dipendenti registrati nel 2025. All'inizio del mese, la società ha annunciato l'obiettivo di ottenere risparmi per un miliardo di dollari nei prossimi tre anni, grazie a interventi sulla struttura operativa e sulla catena di approvvigionamento. In Italia lo ricordiamo, a fine luglio sono stati annunciati 96 licenziamenti nella sede milanese (leggi notizia EFA News).

Nella relazione annuale, ha riconosciuto la portata della sfida che lo sta impegnando. "È innegabile - afferma Lewis - che l'esercizio 2026 sia stato un anno complesso, in particolare alla luce del contesto macroeconomico e della continua pressione sulla capacità di spesa dei consumatori. Vi sono anche aspetti positivi: abbiamo registrato una crescita in tre delle nostre cinque aree geografiche; tuttavia, non siamo stati competitivi nel nostro mercato principale, il Nord America, e sono in corso interventi urgenti per porre rimedio a questa situazione".

Questo avviene a Londra mentre dall'altra parte del mondo, ossia in India, Diageo ha accettato di riformulare alcuni dei suoi whisky e rum più popolari dopo che l'autorità per la sicurezza alimentare del Paese ne aveva vietato la vendita in alcuni Stati (leggi notizia EFA News) a causa dell'aggiunta di aromi che violavano le normative. Secondo indiscrezioni, l'autorità di regolamentazione alimentare accetterà di revocare il divieto sulla base di questo accordo, in quello che rappresenta uno dei mercati di bevande alcoliche più grandi al mondo.

All'inizio di questo mese, in quella che è stata la più grande operazione di controllo sulla sicurezza alimentare degli ultimi anni in India, l'autorità di regolamentazione ha scosso il settore da 40 miliardi di dollari vietando diversi marchi di whisky e rum di Diageo e di altre aziende indiane. L'accusa riguardava l'etichettatura errata e l'aggiunta impropria di aromi, come l'aroma di rum nel rum. Diageo, che ha definito l'India il suo "mercato di consumo del decennio", aveva precedentemente affermato di operare nel rispetto della legge. Il divieto sul whisky riguardava i popolarissimi marchi Antiquity Blue e Royal Challenge prodotti nello Stato del Madhya Pradesh, oltre al rum McDowell's No. 1 Celebration Matured XXX prodotto nel Maharashtra.

Fonti governative indiane, che hanno chiesto di restare anonime, hanno riferito che Diageo ha accettato di riformulare le proprie bevande per interrompere l'aggiunta di aroma di whisky nel whisky o di aroma di rum nel rum. Le modifiche saranno richieste per questi marchi prodotti in qualsiasi parte dell'India, e non solo negli Stati in cui erano stati precedentemente soggetti a restrizioni.

Il Royal Challenge prodotto localmente è uno dei brand più venduti da Diageo in India: ogni anno nel Paese vengono vendute oltre 4,5 milioni di casse da nove litri di Royal Challenge, che l'azienda definisce un prodotto del "segmento di prezzo mid-prestige". L'etichetta frontale del whisky riporta: "Una ricca miscela di spirito di cereali indiano e scotch importati, invecchiata in botti di quercia americana". L'etichetta posteriore indica che contiene "acqua demineralizzata, spirito neutro di cereali, Scotch. Contiene colorante naturale consentito... e sostanze aromatizzanti (whisky) identiche a quelle naturali aggiunte".

Secondo le fonti governative indiane, mentre Diageo procede alla riformulazione dei prodotti, ha accettato nel frattempo di specificare chiaramente tramite etichette sulla parte anteriore della confezione quali aromi siano stati aggiunti ai superalcolici. In un'operazione separata che amplia i controlli, secondo l'agenzia Reuters gli ispettori indiani hanno sequestrato circa 18.000 casse di bottiglie di liquore Diageo perché prive di marchi che attestassero l'utilizzo di plastica riciclata sicura.

Fc - 62488

EFA News - European Food Agency
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