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Dazi, Trump (ri)bastona il Canada

Divieti di esportazione e nuove tariffe al 50% decise in nottata su prodotti caseari e alcolici

La (brutta) telenovela dei dazi del presidente Usa Donald Trump si arricchisce di una nuova puntata. Il presidente, infatti, nella serata di ieri ha firmato cinque ordini esecutivi per vietare l'importazione di alcuni prodotti dal Canada e modificare l'ambito dei dazi già imposti su prodotti canadesi confermati ad agosto (leggi notizia EFA News). 

La Casa Bianca ha giustificato la nuova misura come risposta alla "crescente discriminazione" del Canada verso il commercio statunitense. Dopo aver interrotto i negoziati commerciali con gli Stati Uniti lo scorso mese, il Canada ha imposto nuovi dazi su circa 20 miliardi di dollari di esportazioni Usa, tra cui acciaio, latticini e macchinari agricoli. 

In risposta, Trump ha imposto il divieto di importazione di alcuni alcolici canadesi, già soggetti ai dazi del 50% previsti da un precedente ordine esecutivo, e di alcuni prodotti caseari, già colpiti dai dazi del 50%. Contestualmente, la Casa Bianca ha rimodulato le misure del 20 luglio, rimuovendo dal perimetro dei dazi prodotti come sale gemma e cemento e sostituendoli con altri, tra cui veicoli fuoristrada e ulteriori prodotti caseari.

I divieti di importazione entreranno in vigore il 29 settembre 2026, mentre le modifiche sui prodotti coperti dai dazi saranno operative dal 15 settembre. Le tariffe si applicano a tutti i beni interessati indipendentemente dalla loro origine nell'ambito dell'accordo USMCA e si sommano ai dazi previsti dalla Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962.

La Casa Bianca ha, inoltre, disposto la rimozione dei prodotti di origine canadese dai Mas, Multiple award schedules della General Services Administration, ossia il contratto a lungo termine che consente alle aziende commerciali di vendere milioni di prodotti e servizi a enti governativi federali, statali e locali a prezzi e condizioni prenegoziati. I Mas gestiscono oltre 50 miliardi di dollari di appalti federali. 

Secondo la nota diffusa dall'amministrazione, negli ultimi diciotto mesi solo Cina e Canada avrebbero scelto la strada delle ritorsioni anziché negoziare un accordo commerciale con gli Stati Uniti, mentre Washington starebbe portando avanti intese commerciali con circa venti partner internazionali.

Fc - 62935

EFA News - European Food Agency
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