Carne brasiliana: Copagri commenta il blocco UE
Intervista con Tommaso Battista: "Va garantita la reciprocità su sicurezza alimentare e benessere animale"
Anche Copagri esprime il suo appoggio al blocco all'import delle carni e di altre materie prime dal Brasile da parte dell'Unione Europea. Raggiunto telefonicamente da EFA News, il presidente di Copagri Tommaso Battista sottolinea che la misura disposta da Bruxelles "conferma le nostre preoccupazioni, nel momento in cui abbiamo sempre chiesto il rispetto della reciprocità in un momento successivo all'approvazione dell'accordo sul Mercosur, proprio perché eravamo certi del non rispetto delle norme sul benessere animale e sulla sicurezza alimentare, in particolare in Brasile, dove ancora si utilizzano i pesticidi: un aspetto che ci ha sempre preoccupato e che abbiamo sempre rivendicato".
Secondo Battista, attualmente, viviamo un "paradosso", per cui "negli anni le aziende zootecniche italiane si sono sempre più ridotte quando non costrette alla chiusura per tutti gli adempimenti agli obblighi - giusti - sul rispetto del benessere animale, sulla direttiva nitrati, sulla transizione ecologica. Oggi, però, vediamo che, per il consumatore italiano, sussiste un fabbisogno di carne che è più del doppio rispetto alla produzione nazionale. Le aziende zootecniche italiane sono state costrette a chiudere perché non c'era redditività, come tra l'altro avviene in gran parte dei comparti agricoli. Viene meno, dunque, la redditività ma il fabbisogno rimane, quindi c'è necessità di importare carne, ovviamente a costi inferiori". Per tutte le ragioni elencate, Copagri è sempre stata contraria all'accordo sul Mercorur, sebbene, precisa il presidente, "per alcuni comparti come il vino, l'accordo è positivo".
C'è un dato di fatto, tuttavia, che non si può negare: "I dati Agea", ricorda Battista, "dicono che fino a maggio 2026 c'è stato un incremento di importazione di carni bovine del 212%. Ci sarà stato un motivo? Da qui nasce la nostra preoccupazione: senza il rispetto della reciprocità in campo sanitario e di benessere animale, tante altre aziende zootecniche saranno costrette a chiudere. Quindi, è giusto che ci siano questi blocchi e questi controlli, perché in effetti non ci sono le garanzie della reciprocità da noi avanzate".
Alla luce di tale scenario, "margini di trattativa non ce ne possono essere, se non dopo che il Brasile avrà garantito il rispetto di tutte le norme che rispettiamo noi in Europa. Noi abbiamo sempre insistito sulla qualità delle nostre carni", ribadisce il presidente di Copagri, "perché abbiamo sempre garantito la sicurezza alimentare perché partiamo sempre da un presupposto: quello che noi produciamo lo mangiano anche i nostri figli, quindi dobbiamo garantire la salute ai nostri figli e, come per i nostri figli, tutta la la popolazione deve essere garantita e non deve avere problemi di conseguenze negative sulla sulla propria salute".
Tra l'altro, conclude Battista, "le poche aziende zootecniche che sono rimaste, si sono strutturate proprio perché, per garantirsi la sostenibilità economica, ormai si sono orientate verso filiere tracciate di alta qualità (Dop, Igp, carni da pascolo con la famosa certificazione Sqnba), che, per l'appunto, garantiscono il benessere animale".
EFA News - European Food Agency