Macchine agricole. "Necessaria revisione intero parco veicoli"
Federacma preme per una disciplina distinta nell'ambito del nuovo Codice della Strada
Avviare senza ulteriori rinvii la revisione periodica dell’intero parco delle macchine agricole, costruendo una rete nazionale di officine qualificate e procedure tecniche uniformi. È la principale richiesta avanzata da Federacma (Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio) nell’ambito della consultazione pubblica sulla revisione del Codice della strada, aperta al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal ministro Matteo Salvini.
All’incontro ha partecipato il segretario generale di Federacma Gianni Di Nardo, che ha richiamato l’urgenza di rendere finalmente operativo un obbligo previsto da più di dieci anni, ma mai pienamente attuato.
Il parco agricolo italiano è stimato in circa due milioni di mezzi, molti dei quali immatricolati da decenni e privi di dispositivi di sicurezza oggi indispensabili. Ogni anno il ribaltamento dei trattori provoca oltre cento vittime. La quasi totalità degli incidenti più gravi coinvolge macchine vecchie, spesso senza rollbar, cinture di sicurezza o altri sistemi fondamentali, mettendo a rischio gli operatori agricoli e tutti coloro che percorrono le strade sulle quali transitano questi mezzi. Il costo sociale complessivo è stimato tra i 500 milioni e il miliardo di euro l’anno.
“Chiediamo un sistema concretamente applicabile, uniforme e accessibile in tutto il Paese", ha dichiarato Di Nardo. "La revisione deve diventare uno strumento reale di prevenzione e di messa in sicurezza del parco agricolo. Per farlo non è sufficiente affidarsi esclusivamente agli Uffici della Motorizzazione: occorre una rete capillare di officine agricole certificate, con personale formato, attrezzature adeguate e competenze specifiche”.
Federacma ha proposto un modulo formativo dedicato ai tecnici e agli ispettori che dovranno effettuare i controlli. Prima della pandemia, in collaborazione con Inail, la Federazione aveva già formato circa 300 tecnici di 200 imprese sulla sicurezza delle macchine e delle officine: un’esperienza che può essere messa a disposizione del ministero. Devono inoltre essere definiti a livello nazionale i requisiti delle officine, le attrezzature ammesse e le procedure per le verifiche, comprese le prove sugli impianti frenanti. Non possono esistere modalità e interpretazioni differenti da una provincia all’altra.
Le diverse proroghe, ad iniziare da quella al prossimo 31 dicembre concessa per la revisione dei cosiddetti trattori veloci immatricolati tra il 2017 e il 2019, devono quindi essere utilizzate per rendere operativo il sistema, definendo entro fine anno formazione, centri autorizzati, strumentazione e procedure.
Federacma ha infine chiesto che nel nuovo Codice venga introdotta una chiara distinzione tra autoveicoli fuoristrada e macchine agricole e operatrici. L’attuale confusione tra categorie profondamente diverse ha prodotto anche effetti distorsivi nell’accesso agli incentivi, arrivando in alcuni casi a finanziare l’acquisto di autovetture fuoristrada anziché di mezzi destinati al lavoro agricolo.
“Le macchine agricole e operatrici sono progettate per lavorare nei campi, nelle aziende e nei cantieri e circolano su strada principalmente per i trasferimenti", ha concluso Di Nardo. "Non possono essere assimilate agli autoveicoli né sottoposte automaticamente a regole e controlli pensati per automobili e mezzi pesanti. Serve una disciplina autonoma, coerente con la loro funzione e con i rischi specifici”.
EFA News - European Food Agency